Pisa, 23 febbraio 2018 - Tensione e scontri tra polizia e antagonisti durante il comizio di Matteo Salvini. Il leader della Lega era a Pisa, in centro, per un incontro elettorale. Come accaduto poche ore prima a Livorno, c'è stato un ritrovo di antagonisti e centri sociali. Un corteo per contestare Salvini che è partito da Logge di Banchi, vicino all'Arno, per dirigersi proprio nella zona della manifestazione elettorale.

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Slogan e fumogeni lungo il percorso, poi al termine di corso Italia i momenti di tensione con la polizia. Sono state lanciate bottiglie e sassi. C'è stata una carica di alleggerimento della polizia e una persona è stata fermata. Sono sei le persone fermate in seguito agli scontri dalle forze dell'ordine e portate in questura. Molte persone che stavano passando da corso Italia, luogo dello shopping a Pisa, si sono rifugiate nei negozi.

Molte le saracinesche che si sono abbassate. Dopo la fine del comizio di Salvini, il corteo ha proseguito la sua marcia, sfilando sui lungarni, dove ci sono stati altri momenti di tensione e spostandosi quindi su Ponte di Mezzo. Qui i manifestanti sono rimasti a lungo. E' stato improvvisato un comizio. I fermati sono quattro uomini e due donne. Due degli uomini fermati sono piantonati in pronto soccorso, dove sono stati curati per alcune ferite. 

«Non voglio neanche dedicare un secondo per commentare l'atteggiamento di questi violenti che vogliono riportarci al passato, preferisco parlare dell'Italia che vorrei e del fatto che quando ci sarà il governo Salvini poliziotti e carabinieri, oggi mal pagati e mal equipaggiati, non dovranno occuparsi di questi figli di papà ma di garantire la sicurezza di imprenditori, commercianti e semplici cittadini che sono in balia di illegalità e delinquenza». Lo ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, al termine del comizio.

«Il lancio di pietre, bastoni e bottiglie contro la polizia a Pisa - dice il presidente della Regione Enrico Rossi - non ha niente a che fare con l'antifascismo e con l'impegno democratico. Sono ormai episodi di violenza che si ripetono in altre città toscane e italiane ad opera di gruppuscoli di violenti che hanno in spregio le regole democratiche».