Un poppante beve latte artificiale al biberon. ANSA/STRINGER
Un poppante beve latte artificiale al biberon. ANSA/STRINGER

Pisa, 22 novembre 2014 - L'indagine che ha coinvolto 12 medici pediatri accusati di aver accettato 'regali' e viaggi in cambio di convincere neomamme a far consumare latte in polvere ai loro bimbi ha suscitato grande dibattito sui siti d'informazione che hanno riportato la notizia. Alla fine la sentenza del web è pressoché unanime: i lettori invocano pene durissime per le persone coinvolte, ma anche sanzioni pesanti per le aziende produttrici che "pensano solo ai profitti e sono disposte a lucrare anche sulla pelle dei neonati".

Sul sito Ansa.it Toscana, un cittadino pisano spara anche contro la sanità toscana auspicando un "repulisti che comprenda oltre ai medici, anche i direttori Generali e chi li ha nominati", mentre un altro denuncia il sistema sanitario regionale come "un calderone" che sta fermentando da anni. Nessuno tra i lettori del sito assolve gli indagati e anzi in molti accusano il "troppo potere concesso alle case farmaceutiche" anche in termini "di ricerca scientifica".

Sulla nostra pagina Facebook il dibattito vede anche alcune mamme che difendono i pediatri arrestati e che assicurano di non avere mai ricevuto pressioni, ma sono molti anche coloro i quali comunque censurano il comportamento dei pediatri riscontrato nelle indagini. "Andrebbero radiati. Ma tanto finirà tutto a tarallucci e vino", scrive un lettore anche se c'è chi mette in guardia dai toni usati dai media. Ma c'è anche chi osserva che, anche se si tratta di "bravi pediatri, stimati, aggiornati non si può accettare che siano condizionati dagli informatori scientifici e il sistema va stroncato". Anche in questo caso, tuttavia, c'è chi critica la pratica di "sbattere il mostro in prima pagina" che "non garantisce il diritto di queste persone indagate a difendersi con gli stessi mezzi: condannare qualcuno senza farlo passare attraverso i procedimenti giudiziari necessari non fa bene a nessuno".