Livorno, 21 novembre 2014 -  I Carabinieri dei NAS di Livorno e dell'Arma territoriale stanno eseguendo 18 ordinanze di custodia cautelare (CLICCA QUI PER LEGGERE I NOMIagli arresti domiciliari per corruzione nei confronti di 12 pediatri, tra cui due primari, cinque informatori scientifici e un dirigente d'azienda di alimenti per l'infanzia, nonché 26 decreti di perquisizioni in Toscana, Lombardia, Marche e Liguria.

Secondo le indagini, i medici inducevano le mamme a utilizzare latte artificiale di note ditte al posto del latte materno. In Toscana gli arresti sono scattati tra Livorno, Pisa e provincia, Empoli, Piombino, Massa e Versilia.

 Agli arresti domiciliari sono finiti un dirigente di una casa farmaceutica residente a Limbiate (Monza), cinque informatori scientifici (quattro residenti in Toscana, uno a Massa, e uno in provincia di Ascoli Piceno) e 12 pediatri, per lo più della provincia di Pisa (otto) e tra i quali il primario dell'ospedale del Levante ligure di La Spezia e il primario dell'ospedale San Giuseppe di Empoli. Coinvolti i pediatri di base convenzionati con le Asl ma anche i due primari ospedalieri che avevano il compito, secondo quanto accertato dagli inquirenti, di convincere le neo mamme in dimissione a utilizzare latte artificiale per l'alimentazione dei propri bambini. Entrambi i primari molto noti. Secondo gli investigatori del Nas di Livorno per loro sarebbe stato più facile convincere le neomamme a utilizzare latte artificiale anzichè quello materno. Coinvolti nell'inchiesta anche medici pediatri di base, convenzionati con le rispettive Asl.

Un giro di mazzette per centinaia di migliaia di euro utilizzati per pagare i "regali" ai medici (smartphone, computer, condizionatori, televisori) e viaggi in rinomate mete turistiche (Sharm el Sheik, India, Stati Uniti, Parigi, Londra, Istanbul e Crociere nel Mediterraneo e nord Europa). Secondo le accuse i "regali" servivano perchè i medici inducessero le mamme ad usare latte in polvere anzichè quello materno. 

L’esecuzione dei provvedimenti restrittivi giunge a conclusione di una lunga e complessa indagine, iniziata nel 2013 e condotta dai carabinieri del NAS di Livorno – coordinati dalla Procura di Pisa – pm Giovanni Porpora - nell’ambito della commercializzazione di latte artificiale per l’infanzia. L’attività investigativa del NAS toscano è giunta ad accertare una consolidata e diffusa pratica corruttiva che alcune note ditte di alimenti per l’infanzia praticava per indurre numerosi pediatri a prescrivere latte artificiale ai neonati dietro elargizione di tangenti - sottoforma di costosi viaggi e regali di lusso - ed aumentarne così le vendite.

L'indagine è partita da una segnalazione anonima arrivata ai carabinieri del Nas di Livorno nel giugno dell'anno scorso. Gli investigatori hanno individuato un'agenzia di viaggi pisana compiacente che effettuava false fatturazioni a pediatri per congressi ai quali non avevano mai partecipato ottenendo invece in cambio altri buoni per soggiorni-vacanza da usufruire personalmente. L'attività investigativa del Nas toscano è giunta ad accertare una consolidata e diffusa pratica corruttiva che alcune note ditte di alimenti per l'infanzia praticavano per indurre numerosi pediatri a prescrivere latte artificiale ai neonati dietro elargizione di tangenti - sottoforma di costosi viaggi e regali di lusso - e aumentarne così le vendite.

Le aziende avevano architettato un complesso sistema per giustificare gli ingenti esborsi di denaro sostenuti per finanziare gli atti corruttivi: gli informatori scientifici dei noti marchi prendevano contatti con i pediatri per 'sollecitarli' a prescrivere latte artificiale ai neonati, contravvenendo agli unanimi pareri scientifici sulla necessità di promuovere l'uso del latte materno.