Una foto dell’Arena dall’alto gentilmente concessa dal Comune di Pisa
Una foto dell’Arena dall’alto gentilmente concessa dal Comune di Pisa

Pisa, 24 gennaio 2021 - A chi reclamava la necessità di una visione di ampio respiro per il futuro della città, sono arrivate in pochi giorni risposte che fino a ieri erano difficili anche solo da immaginare. Partiamo dal fronte stadio: la comparsa del finanziere Alex Knaster – uno del club dei 400 uomini più ricchi del pianeta –, che ha appena rilevato la società nerazzurra a suon di milioni, proietta Pisa su un palcoscenico internazionale dalle enormi potenzialità e prospettive. La partita si gioca su più fronti: quello sportivo della squadra di calcio, ovviamente, ma anche quello della nuova Arena che Knaster & C. vogliono realizzare in fretta per aprirla anche a grandi eventi non solo sportivi. ...
 

Tutto questo è strettamente commesso alla riqualificazione della viabilità (leggi vivibilità) del quartiere di Porta a Lucca, ma si lega anche alla maxi-partita della riconversione dell’area dell’ex Santa Chiara, il cui futuro – lo ha detto il sindaco Conti su queste colonne – va oggi ripensato in una nuova prospettiva. Quale? Meno residenze e più servizi, alberghi certo, ma soprattutto la filiera universitaria e le imprese ad alto contenuto tecnologico e innovativo. Questa l’idea di Conti, che indica anche una drastica diminuzione dei volumi realizzabili (almeno il 40% in meno) in una zona così fragile e immensamente preziosa della città, con vista Torre pendente. Ma cosa c’entra lo stadio col Santa Chiara? Sono due facce della stessa medaglia, nel senso che, pur appartenendo a proprietà diverse, sono vicini nello spazio (li separano poche centinaia di metri) e in certo senso complementari. Lo ha ripetuto, sempre su La Nazione, Alessandro Pasquarelli, ceo del gruppo Yard, leader del mercato italiano dei servizi immobiliari, grande stratega del restyling dell’Arena e, appunto, della riconversione del complesso del vecchio ospedale.
 

E, se tutto andrà bene, già nel 2024 vedremo completato il nuovo stadio, circostanza questa che rende molto invidiabile la posizione di chi sarà sindaco in quell’anno poiché le persone si ricordano più facilmente di chi taglia i nastri delle inaugurazioni piuttosto di chi ha creato le condizioni per arrivare al risultato. E queste premesse le ha tutte create, in due anni di lavoro, l’attuale giunta, approvando gli strumenti urbanistici che hanno preparato il terreno perché un personaggio come Knaster mettesse piede e portafoglio in città. A Pisa si voterà, salvo imprevisti, nel 2023 e i conti, è proprio il caso di dirlo, sono presto fatti: l’attuale sindaco, non è difficile da indovinare, chiederà il voto per un secondo mandato, portando in dote anche questi risultati. E, sempre in tema di visione di lungo respiro, può contare anche su altri punti di forza: ad esempio l’impegnativo progetto da 125 milioni, in corso di valutazione a Roma, per la tramvia Stazione-Cisanello, orientato cioè a potenziare i collegamenti green verso un’area della città in cui andranno a crescere e rafforzarsi i servizi ospedalieri con la nuova facoltà di Medicina strettamente connessa all’ospedale. E ancora parchi urbani, impegnativi interventi per ridare dignità a strade e piazze del litorale (dopo anni di immobilismo) e, finalmente, un piano organico per arredo urbano e verde pubblico, con risultati riconosciuti e apprezzati anche a livello europeo.
 

Le opposizioni al momento non sono pervenute, divise tra i no a prescindere della sinistra radicale e i tormenti del Pd che, dilaniato al suo interno tra liti, veti e faide di corrente, passa da un commissariamento all’altro limitandosi a dire che i progetti di Conti sono eredità delle giunte precedenti. Ma non è sempre così visto che, vedi la tramvia, la giunta Filippeschi ipotizzava un percorso in sede protetta (leggasi cordolo) per i bus e non certo un complesso sistema di binari e stazioni ecologiche. Saggiamente il sindaco Conti ha voluto stringere rapporti diretti con il governatore della Regione, Eugenio Giani, subito ricambiato in questo desiderio di dialogo grazie anche al lavoro di un altro big pisano che oggi siede a Firenze, il presidente del consiglio regionale, Antonio Mazzeo. Dialogo e confronto in uno spirito di collaborazione che non potrà che portare buoni risultati per tutti.