"Non c’è futuro senza la laurea". UniPi tra speranze e paure. Oltre 6mila studenti al Fibonacci

Tutor di tutte le aree disciplinari pronti a rispondere alle domande e alle curiosità "Una giornata davvero molto utile. Importante attività di fronte a un’offerta formativa ampia".

di Francesco Ingardia

"Senza lavoro non c’è futuro". E’ questa la convinzione diffusa degli oltre 6mila studenti e studentesse delle scuole superiori di Pisa, Lucca, Livorno, Piombino, Sarzana, Carrara (solo per citarne alcune) che hanno gremito oltre misura le aule del polo Fibonacci per l’iniziativa promossa dall’Università di Pisa dal nome "UniPi Orienta". Infatti, l’università pubblica pisana del rettore Zucchi ha fortemente voluto queste due giornate di orientamento "per presentare la propria offerta formativa alle matricole del futuro". Gli scolari iscritti a una delle due giornate hanno potuto assistere alle presentazioni dei vari Dipartimenti e partecipare a workshop, lezioni e laboratori tematici tenuti dai docenti universitari. La mission dell’ateneo è stata quella infatti di offrire informazioni utili e delucidazioni su immatricolazioni, borse di studio, alloggi, corsi di lingue, career service ed esperienze all’estero.

A supporto dei ragazzi, tutor di tutte le aree disciplinari pronti a rispondere a domande e curiosità. "Con una proposta formativa così ampia - spiega a La Nazione uno dei tutor -, in tanti hanno chiesto chiarimenti. Ci ha sorpreso vedere così tanti ragazzi interessati e al tempo stesso risoluti nella scelta di proseguire gli studi post maturità. Certo - aggiunge -, nei loro volti abbiamo anche letto il timore di fare la scelta sbagliata". Fronte ragazzi, medicina, informatica, fisioterapia, chimica, le facoltà più gettonate. Ma anche legge e scienze politiche, sono state le facoltà che hanno suscitato curiosità e bisogno di ottenere informazioni utili. "E’ stato davvero utile parlare con gli studenti dei corsi - racconta Francesco Tardelli, studente di quinta di Forte dei Marmi -, giusto per sapere com’è la vita degli universitari dentro e fuori l’ateneo. Perché sono qui? Per fisioterapia, la mia vera passione".

C’è chi poi vuol diventare un medico-pediatra; scelta non scontata quella di Caterina Mazzoni, anche lei di Forte dei Marmi, in un momento in cui la sanità in Italia è fortemente carente di personale sanitario. La sua paura? "Quella di non riuscire a passare il test d’ingresso. Ce la metterò tutta - dichiara - perché il mio sogno è quello di aiutare il prossimo". Ma oltre ai sogni nel cassetto, alle ambizioni di carriera, lo scheletro dell’armadio di tanti dei ragazzi intervistati è la "paura sbagliare scelta o di non farcela, di non essere all’altezza", come confida Irene De Falco, studentessa maturanda a un liceo di Carrara. E poi la constatazione di fondo, che offre lo spaccato sociale di questi ragazzi: "Senza una laurea non c’è futuro. Che cosa possiamo fare, oggi, senza un titolo di studio come la laurea? - si interroga Francesca Longo, venuta a Pisa da Sarzana -. Per lavorare non guardano più l’esperienza pregresse come al tempo dei nostri genitori: chi vuole assumerti guarda come prima cosa i titoli conseguiti". In ogni caso, Longo si è detta "più che soddisfatta della giornata".