Alcuni dei partecipanti sabato pomeriggio alle Officine Garibaldi per la presentazione del libro di Iacopo Melio
Alcuni dei partecipanti sabato pomeriggio alle Officine Garibaldi per la presentazione del libro di Iacopo Melio

Pisa, 23 aprile 2018 - Iacopo adotti la nostra città». L’appello è del sindaco Marco Filippeschi durante l’incontro, organizzato dal coordinamento Caregivers di Pisa, in collaborazione con SdS Pisana, Comune, associazione «Marco Verdigi», Uildm, «Eppur si Muove» e la libreria Ghibellina (tantissimi i volumi venduti all’ingresso) per presentare il libro di Melio «Faccio salti altissimi: la mia storia oltre le barriere, tra ruote bucate e amori fuori tempo», edito Mondadori. Un’autobiografia del giornalista sanminiatese, fondatore della onlus #Vorreiprendereiltreno, ma soprattutto un inno alla vita. Dove invita i ragazzi, e non solo, ad assaporare ciò che hanno. Amore, diritti, accessibilità. Tre i momenti dedicati alla musica e alla comunicazione aumentativa con il coretto dei Caregivers e Voices in the Wind guidati da Fiorenza Messicani e il ‘Vengo anch’io’, reso famoso proprio da Iacopo con il comico fiorentino Lorenzo Baglioni e riscritto dai ragazzi. Poi, il video dei luoghi di Pisa divenuti accessibili grazie anche alle battaglie delle associazioni. Davanti a una platea carrozzata e non che si è ritrovata alle Officine Garibaldi (via Gioberti, 39), altra area che si è aperta per tutti alla città.

Tanti gli argomenti toccati e toccanti, amplificati dalla voce di Daniela Bertini dell’associazione «Il Gabbiano». Ci sono state le testimonianze di Maria Antonietta Scognamiglio, presidente del coordinamento Caregivers e di Antonio Bindi, vicepresidente che a suo figlio Andrea ha dedicato poesie. Al microfono, chiamata dalla collega de La Nazione Antonia Casini, la professoressa (ordinario di Bioingegneria industriale alla Sant’Anna) Maria Chiara Carrozza, che, all’epoca in cui era ministro dell’Istruzione, con un suo tweet sulla mobilità, ha di fatto ispirato il progetto di Iacopo #vorreiprendereiltreno. Lei ha portato l’esempio della protesi al ginocchio: «Quello che prima era un problema, grazie alla ricerca, ha permesso di raggiungere risultati di eccellenza». Poi il professor Adriano Prosperi, amico di famiglia di Melio, e il primo cittadino: «Sono a fine mandato, ma chiedo a Iacopo di adottare la nostra città aiutando chi verrà dopo di me a capire dove e come intervenire superando le barriere». Un pomeriggio emozionante scivolato via fra canzoni, riflessioni e sorrisi, perché «ridere è un atto di resistenza».