L’uso della mascherina ormai è entrato nella nostra quotidianità
L’uso della mascherina ormai è entrato nella nostra quotidianità

San Giuliano Terme (Pisa), 17 novembre 2020 - Nasi scoperti, mascherine sotto il mento, sulla fronte o al gomito: niente di più sbagliato. Se non indossate correttamente, è come non averle e a spiegarlo bene è il dottor Ugo Mugnaini della Farmacia Mugnaini. "La mascherina è il primo elemento di contrasto al virus – ci dice – ed è ciò che possiamo umanamente e semplicemente fare per proteggerci bloccando il passaggio del virus. La mascherina deve coprire da sopra il naso a sotto il mento: solo così impedisce al virus di aprire quelle chiavi che sono presenti maggiormente nel naso, perché l’infezione passa dalle mucose". cosa che invece non sempre avviene.

"Il problema – aggiunge Mugnaini – è che molti non la usano correttamente: la portano al di sotto del naso o la toccano troppo spesso con le mani. Le mascherine chirurgiche migliori hanno una protezione del 98% in entrata e uscita, ma toccandola rischi di portarci sopra i virus. La chirurgica non deve essere portata più di 4-6 ore, perché l’aerosol va a tappare i fori del tessuto non tessuto e a seconda delle condizioni dei polmoni ci respiri con difficoltà". Mugnaini si spinge anche oltre, sottolineando l’importanza di utilizzare le mascherine anche sotto i 6 anni. "Qualcuno dice che i bambini vengono attaccati meno dal virus perché vivono normalmente a un’altezza al di sotto della linea diretta della trasmissione. Il virus si trasmette attraverso bocca e naso. Perché, allora, i bimbi infettano i nonni? Per le manifestazione d’affetto che non puoi impedire: si toccano il naso, poi abbracciano il nonno. Per questo sono un fautore della mascherina per bambini, una precauzione che salva gli anziani, i nonni e tutta la catena. Ho visto direttamente che non hanno assolutamente problemi a portarla: è un’abitudine che diamo al bimbo, una forma di buona educazione come mettere la mano sulla bocca per un colpo di tosse".

Tante le mascherine in commercio: chirurgiche, Ffp2, in tessuto. Come sceglierle? Basterebbero le chirurgiche a proteggerci, ma il dottor Mugnaini ci svela un ‘trucco’ per valutare l’efficacia del dispositivo. "Si mette un accendino o una candela a 5-10 cm dalla mascherina e si soffia: se la fiamma si spegne va buttata, se si muove si può ancora utilizzare, se non si muove è perfetta".

Sul mercato, poi, i prezzi oscillano molto. "La chirurgica mesi fa costava 4-5 volte rispetto ad oggi e fu opportuno il prezzo calmierato. Si commetteva però l’errore di lavarla, spruzzarla, stirarla: così perde le sue caratteristiche e non è efficace. Oggi in farmacia si trovano a 50 centesimi, ma si può scendere ancora: dall’ingrosso arrivano a 0,30-0,35 ma si trovano anche a 0,15-0,20. A me interessa che vengano cambiate spesso, per cui le vendo a 0,30: pagate le tasse, non mi resta niente in tasca, ma mi permette di dare un servizio alla comunità, sperando che se le cambino 2-3 al giorno".