La chirurgia epatica pisana premiata a Seoul

Il direttore Davide Ghinolfi: "Con le nuove tecnologie oggi a disposizione i donatori a cuore aperto sono diventati una fondamentale risorsa donativa, in grado di minimizzare i tempi di attesa e moltiplicare le possibilità di cura".

Il gruppo dell’Unità operativa di Chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Aoup e

Il gruppo dell’Unità operativa di Chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Aoup e

Si è recentemente concluso a Seoul il congresso mondiale della ISLS (International Society of Liver Surgeons), uno dei principali nell’ambito della chirurgia epatica e del trapianto di fegato, focalizzato quest’anno sull’impiego della chirurgia mini-invasiva, laparoscopica o robotica in questo settore e l’Unità operativa di Chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Aoup ha ottenuto ben tre riconoscimenti per le ricerche condotte nell’ambito della donazione a cuore fermo (DCD). I risultati sono stati presentati da Pier Giuseppe Vacca, medico specializzando in chirurgia generale dell’Università di Verona, che sta trascorrendo il suo ultimo anno in Aoup per focalizzare la propria specializzazione nell’ambito del trapianto epatico, della chirurgia epatobiliare, delle macchine da perfusione e della donazione in morte cardiaca. Il centro di Pisa, leader nell’utilizzo delle macchine da perfusione ex-situ, con le quali è possibile mantenere gli organi perfettamente vitali al di fuori del corpo umano in condizioni di ipo- o normotermia, ha avviato da alcuni anni un programma di trapianto da donatore a cuore fermo di grande successo. Vacca ha presentato i risultati dell’utilizzo di donatori DCD con età superiore agli 80 anni. La serie presentata è la più anziana mai pubblicata e tuttavia, grazie all’utilizzo di queste nuove tecnologie, i risultati sono superiori a quelli ottenuti con analoghi donatori in morte encefalica, mostrando una mortalità azzerata e complicanze biliari molto al di sotto delle medie nazionali. “I donatori a cuore fermo o DCD – spiega Davide Ghinolfi, direttore facente funzione dell’Unità operativa di Chirurgia epatica e del trapianto di fegato dell’Aoup - sono ormai una solida realtà in molti Paesi europei e negli Stati Uniti, dove costituiscono fino al 40% del totale delle donazioni. La tipicità italiana, che prevede 20 minuti di completo arresto cardiaco prima della dichiarazione di morte, ha per molto tempo limitato l’utilizzo di questi donatori ma, con le nuove tecnologie oggi a disposizione, sono diventati una fondamentale risorsa donativa, in grado di minimizzare i tempi di attesa e moltiplicare le possibilità di cura. Le nuove tecnologie hanno inoltre migliorato i risultati clinici, che al momento appaiono estremamente positivi”. Pier Giuseppe Vacca ha presentato due lavori sulla donazione DCD, uno focalizzato sui DCD anziani e l’altro sull’utilizzo randomizzato della perfusione normotermica e ipotermica dopo il prelievo per il ricondizionamento dell’organo prima dell’impianto, aggiudicandosi due travel grants e una menzione speciale come “Distinguished Oral Presentation Award” del congresso.