
La formazione del Pisa che è scesa in campo domenica scorsa per la prima di Serie A contro l’Atalanta
Fiducia, continuità e soprattutto identità: sono i tre concetti principali attorno ai quali Alberto Gilardino fin dagli esordi della preparazione sta modellando il "suo" Pisa. Una squadra fatta di abnegazione totale per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato della salvezza, coraggio nelle scelte da compiere sul rettangolo verde, organizzazione massima da opporre alla qualità delle trame avversarie. Lo abbiamo intravisto nelle prime uscite amichevoli e, soprattutto, lo abbiamo ammirato a Bergamo al cospetto di una compagine che ormai da oltre un lustro bazzica abitualmente l’Europa che conta. Perciò l’undici iniziale che questa sera il "violinista" proporrà sul prato dell’Arena Garibaldi non dovrebbe differire molto da quello visto contro l’Atalanta. Le certezze sono tutte nell’ossatura centrale della formazione: Semper tra i pali, Caracciolo e Canestrelli qualche metro più avanti a protezione della porta difesa dal croato. In mezzo al campo Aebischer e Marin si sono già cuciti sulle spalle i gradi dei "titolarissimi", con Moreo che anche al debutto in Serie A a 32 anni suonati ha spiegato a tutta Italia il motivo per il quale dalle nostre parti è divenuto una sorta di totem.
Altri due elementi che domenica scorsa hanno messo a referto la prima partita della loro carriera nella massima categoria sono Tourè e Angori: entrambi anche questa sera sono destinati a presidiare le rispettive fasce, forti di un esordio scintillante e di una condizione fisica ottimale in questa primissima parte di stagione. Il tedesco, con la sua fisicità, può essere il grimaldello utile a forzare il dispositivo difensivo giallorosso; il cursore aretino ha invece uno dei piedi mancini più educati della A e vuole continuare a mettersi in mostra. Le tre maglie rimanenti sono l’oggetto dei ballottaggi delle ultime ore.
Anche se il dubbio principale è rappresentato dal terzo difensore da schierare per completare la linea a tre. Stando a quanto visto a Bergamo, la posizione di Daniel Denoon è intoccabile, però lo svizzero ha recuperato soltanto in settimana dal lieve acciacco muscolare accusato domenica scorsa e, di conseguenza, dietro di lui c’è lo scalpitante Calabresi o la sorpresa Lusuardi. Sulla trequarti il partner designato di Moreo sarebbe Tramoni, però alle spalle dell’italo corso troviamo tutta la qualità di Cuadrado, parso già atleticamente in palla e pronto a dare il suo contributo.
Nzola, infine, insidia Meister per il ruolo di terminale offensivo: tra i centravanti l’unico assente sicuro è Lind, che ancora non ha recuperato da un problema muscolare.
M.A.