Pisa, 23 ottobre 2020 -  "La stagione della ripartenza" ha definito l'annata 2020-21 Silvano Patacca, direttore artistico del Verdi. E' ripartito, il teatro pisano domenica scorsa, con il tradizionale concerto offerto dalla Normale che il 18 ottobre festeggia l'anniversario dalla fondazione. Un concerto a ingresso gratuito che il pubblico ha affollato, non tanto per raccogliere l'omaggio, quanto per tornare alla normalità della cultura che riunisce, seppure, ancora a distanza. Il concerto è avvenuto in doppia replica, una per gli abbonati del Verdi, che quest'anno rimarranno senza tessera. 

CARTELLONE - Il Verdi ha presentato il programma da ottobre al 31 dicembre. https://www.teatrodipisa.pi.it/calendario-prosa Con tre eventi di prosa fra cui spicca La notte dell'Innominato sui tormenti del personaggio manzoniano a confonto con la purezza di Lucia, tutto giocato sulla lucida senescenza di Eros Pagni. Per la lirica L'amour malade e "a far da cerniera" - spiega Patacca - fra i due generi, l'Italiana in Algeri in prosa, liberamente ispirata all'opera di Rossini. "Abbiamo pronto il programma da gennaio a primavera - spiega Patacca - Aspettiamo a presentarlo che ci sia chiarezza sull'accessibilità      dei teatri", spiaga il direttore. La seconda parte della stagione,   se andrà in scena , contertrà molti degli spettacoli previsti e saltati a inizio 2020. che saranno recuperati. "Li abbiamo scelti per  un duplice senso di rispetto: verso gli spettatori che un anno fa li aspettavano e verso le compagnie che li avevano allestiti, come una sorta di risarcimento non solo morale per il lavoro perduto - spiega Patacca - Ci sono ancora tente compagnie che vivono l'incertezza di non sapere se lo spettacolo dello scorso anno potrà tornare in scena". 

ABBONAMENTI - Non si faranno, per questa stagione, a causa di un problema... di abbondanza. "Abbiamo 1021 abbonati, con la riduzione dei posti non saremmo stati in grado di confermare i posti del passato. Ci rivedremo, si spera nel 2021-22". Dai suoi abnbonati, il Verdi ha ricevuto una bella sorpresa: "Sono stati moltissimi quelli che hanno lasciato in donazione al teatro il rateo della quota non usduifruita lo scorso anno rinunciando anche al voiucher che dava diritto ad assistere a  spetatcoli in futuro. Li ringraziamo per passione e generosità".

RIDUZIONE DEI POSTI - Avendo una capienza superiore ai 600 posti, il Verdi potrebbe giovarsi della deroga regionale al tetto di 200 fissato dai decreti Conte. In attesa che Giani  si esprima sulla conferma della deroga concessa  a suo tempo da Rossi, la direazione limita a 200 la vendite dei biglietti. Per il distanziamento in sala, soppressione di file e cartoncino con l'annuncio del divieto sulle poltrone destinate a restare vuote.     

IL PUBBLICO - Appena presentato il programma, spinti dalla stampa, molti si sono affrettati ai botteghini per la prevendita. "Poi, il fenomeno ha rallentato, si è quasi fermato, proprio in coincidenza con l'aumentare dei contagi",  riferisce Patacca.  

L'episodio ispira una considerazione: "Lo spettacolo dal vivo sta risentendo della paura generale, ma se tante persone si mostrano interessate al teatro malgrado     le difficoltà nel ragghiungerlo e le mille alternative che la tecnologia offre e che noi stessi sperimentammo durante il lockdown, qualcosa significa. Lo spettacolo dal vivo è e restera insostituibile - argomenta Patacca - Potrà al massimo intgegrarsi con la multimedialità, come avvenuto di recente a Roma per l'opera lirica che lo spettatore in teatro poteva seguire dal vivo o contemporaneamente sui maxischermi. Ma resterà sempre un caposaldo irrinunciabile".  

Scene da lockdown: aprile 2020, il Verdi chiuso (Valtriani)