Il professor Francesco Menichetti
Il professor Francesco Menichetti

Pisa, 16 ottobre 2020 - «Non mi sento il Lady Gaga del Covid ma non sono neppure tra i minimalisti che negano la realtà. La marea dei pazienti è montante e nel reparto di malattie infettive tra Cisanello e Santa Chiara contiamo 31 pazienti ricoverati su 31 posti letto disponibili».

E’ la fotografia della situazione pisana legata al coronavirus, scattata con una mirabile metafora, dal primario di Malattie infettive dell’Aoup, Francesco Menichetti. «Siamo molto impegnati - spiega - perché stiamo saturando la nostra disponibilità, con pazienti in condizioni variabili che vanno da moderate compromissioni a malati gravi: in terapia intensiva ci sono sia persone intubate che in ventilazione assistita e lo scenario è molto simile a quello sperimentato in passato, pur con qualche sensibile differenza».

Quale? 

«L’età media non è più invariabilmente di ultrasettantenni, ma si trovano anche pazienti con più di 50 e 60 anni e il range è più ampio e di gravità variabile. Con buona pace di chi ancora va in Tv a parlare di nessun rischio o a minimizzare il problema contro ogni evidenza. Invece, sono in aumento i ricoveri in ospedale e in terapia intensiva ma anche i decessi. E’ vero che abbiamo ancora numeri molto più contenuti rispetto ad altri Paesi europei ma siamo a un bivio: ora c’è l’assedio di Milano. La battaglia è lì, nel Lazio, in Campania, in Toscana. Insomma il virus si è spalmato in tutta Italia e la sfida è più alta perché la prima fase l’abbiamo affrontata in lockdown, ora invece gli ospedali hanno ripreso ad assistere giustamente anche i malati non Covid e quindi tutto è più complicato».

Quali sono allora le soluzioni per invertire la tendenza?

«La movida è senz’altro uno dei punti sensibili, bisognerà essere capaci ci muoversi in modo flessibile, che non vuol dire che ognuno fa come gli pare, ma che si devono adottare interventi rapidi adeguati alle situazioni locali e soprattutto non dopo che i buoi sono scappati dalla stalla. Finora c’è stato un buon controllo dell’attività scolastica, ma movida rimane l’anello più debole e il tema più delicato».

Quindi che consigli darebbe al sindaco, Michele Conti? 

«Diciamo che sul tema della movida non ci perderei tempo e, quindi, se lo riterrà opportuno dovrà intervenire subito. A mezzanotte, sinceramente, mi sembra già tardi come orario, forse si può chiudere i locali anche prima».

Lo stop alle 24 è indicato anche nel Dopcm del Governo. 

«Non ho l’ambizione di dare lezioni al Cts, o di entrare a farne pare o di fare polemica con questo organismo, osservo però con occhio attento e preoccupato e spero che non si facciano errori clamorosi e si intervenga tempestivamente laddove è possibile e dove le misure possono essere più efficaci per scongiurare lockdown generalizzati».