
Obiettivo, l’autosufficienza dell’ospedale .
PISA
"Un complesso ospedaliero ad alta specializzazione è tipicamente energivoro e quindi dobbiamo lavorare per portare le rinnovabili al massimo valore possibile. L’obiettivo è obbligatorio se consideriamo il contesto di incertezza di risorse e costi delle fonti primarie in cui siamo; è una sfida che va colta". E’ quanto ha assicurato Marco Gnesi, energy manager dell’Aoup, intervistato dalla rivista specializzata QualEnergia.it spiegando che "a circa 600 metri di profondità è valutata da studi di settore l’esistenza di un bacino con acqua calda a 60 gradi e per questo motivo abbiamo portato nella conferenza dei servizi decisoria del 2024 la possibilità di fare un pozzo pilota per verificarne le caratteristiche geofisiche, chimiche e di portata". Intanto si punta sui pannelli fotovoltaici a copertura delle superfici in cui saranno realizzati i parcheggi. Ma questo, secondo l’associazione ambientalista La città ecologica, rischia di non bastare e allora ecco il suggerimento: "Il nuovo ospedale raggiungerà 176 mila metri quadrati di superficie complessiva, con un consumo energetico atteso di 17500Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) e, per andare ben oltre la produzione di circa 8750 MWh di energia elettrica all’anno, sarebbe opportuno rendere fotovoltaici tutti i tetti dell’intero ospedale, completando l’installazione su tutti gli esistenti e prevedendola per i nuovi edifici. Così rispetterà i requisiti di legge che prevedono che i nuovi edifici pubblici debbano coprire il 65% dei propri consumi energetici con energie rinnovabili".