
Base militare Il via libera dal decreto Infrastrutture
di Gabriele Masiero
PISA
C’è anche la nuova base dei reparti d’elite dei carabinieri, da costruire nell’area del Cisam a San Piero a Grado, nello schema di decreto-legge recante "Disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo delle infrastrutture e dei trasporti", il cosiddetto Dl Infrastrutture, che si occupa, tra gli altri argomenti, di concessioni stradali, commissari straordinari e trasporto pubblico locale, approvato ieri dal Governo. Il consiglio dei ministri ha dato dunque ufficialmente il via all’iter per la realizzazione della nuova infrastruttura militare, che il precedente governo guidato da Mario Draghi, aveva localizzato a Coltano, sollevando furiose polemiche cittadine sia da destra che da sinistra. La maggioranza di governo del sindaco Michele Conti non aveva infatti tradito l’imposizione dall’alto anche e soprattutto per la localizzazione della nuova base, all’interno dei confini del parco di San Rossore, ma imbarazzi e mal di pancia sono emersi anche nel Pd e nel centrosinistra. Ultimamente sono soprattutto le associazioni ambientaliste e la sinistra radicale, polarizzata nel Movimento No Base, a dire no alla realizzazione della base anche nella nuova ipotesi progettuale di San Piero a Grado. Il Governo però tira dritto e avvia l’itere, stanziando per la nuova sede dei reparti di eccellenza dell`Arma dei Carabinieri, segnatamente del Gruppo intervento speciale (Gis), del Primo Reggimento Carabinieri paracadutisti "Tuscania" e del Centro cinofili, individuata quale "opera destinata alla difesa nazionale", una spesa complessiva di 20 milioni di euro. Dal Governo non trapela niente di più e l’impressione è che i soldi stanziati siano sufficienti per avviare l’iter procedurale e poco di più. Ma il via libera del consiglio dei ministri segna una volontà politica chiara di voler realizzare un progetto avviato già dal precedente esecutivo e che ora può riprendere a marciare più o meno speditamente, con previsione di stanziamento da 20 milioni di euro. Nel settembre scorso, infatti, era già stata raggiunta un’intesa tra Ministero ed enti locali al tavolo interistituzionale, che di fatto spacchettava la base in due diverse location: alcune strutture del centro di addestramento dei reparti d’elite e le abitazioni dei militari saranno a San Piero a Grado (con il recupero di intere aree del demanio militare nel perimetro del Cisam), altre dovrebbero finire a Pontedera. Un punto d’equilibrio che fu sottoscritto da Comune di Pisa, Parco di San Rossore e anche dalla Regione Toscana. I soldi messi sul piatto per fora dal Governo sono sicuramente insufficienti per completare l’operazione ma bastano per dare il via alla progettazione. Nei prossimi giorni se ne saprà di più a cominciare dal delicato tema delle compensazioni previste anche dall’intesa interistituzionale: soprattutto la riqualificazione degli edifici storici di Coltano e la rigenerazione urbana e ambientale dell’area ora occupata dal reattore nucleare dismesso.