Operazione d’avanguardia: mano bionica per tornare a sentire. "Una grande emozione"

Fabrizio Fidati aveva perso l’arto in un incidente sul lavoro avvenuto 40 anni fa "L’intervento a Pisa mi restituito la sensibilità: avverto il calore di una stretta"

Fabrizio Fidati, dipendente comunale di Pistoia, mostra la sua mano bionica con sensore
Fabrizio Fidati, dipendente comunale di Pistoia, mostra la sua mano bionica con sensore

Pistoia, 10 febbraio 2024 – Ha perso la mano destra, quella con cui era abituato a fare qualsiasi cosa, quando aveva appena vent’anni ed ora, a distanza di 40 anni dal terribile incidente in un’azienda tessile di Montemurlo, sta testando una protesi che non solo gli consente dei movimenti ma addirittura gli permetterà di percepire il calore, che sia quello di una semplice stretta di mano o del fuoco che brucia. E’ la storia a lieto fine di Fabrizio Fidati, dipendente comunale di Pistoia.

A 60 anni, grazie alla collaborazione con la scuola Sant’Anna di Pisa ed un centro universitario in Svizzera, sta testando un dispositivo di nuova generazione che ha raggiunto livelli mai pensati prima.

«Quando uno dei ricercatori ha posizionato il sensore sul proprio corpo, per me è stata un’emozione fortissima – racconta dopo l’esperienza a Pisa -. Ho potuto sentire il calore di un’altra persona con la mia mano fantasma. È stato come riattivare una connessione che avevo perduto".

La nuova tecnologia è stata presentata in uno studio pubblicato sulla rivista Med (Cell Press) e nato dalla collaborazione scientifica tra la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed École Polytechnique Fédérale de Lausanne. La fase di sperimentazione è stata eseguita invece presso il Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio (Bologna). Il dispositivo è stato integrato nella protesi personale del paziente ed è stato collegato in un punto dell’arto residuo che suscitava sensazioni termiche nel dito indice fantasma della persona.

"Quando accadde quel brutto incidente in azienda ero disperato perché pensavo davvero che non avrei potuto più fare nulla – racconta Fidati – Poi mi sono rimboccato le mani ed ho imparato a fare tutto, inizialmente, con la mano sinistra. Oggi so addirittura scrivere meglio di come lo facevo con la destra. Sette anni fa – continua -E’ arrivata la prima protesi realizzata a Bologna che mi consente di fare cinque movimenti, per questo anche alla guida non uso il cambio automatico ma ho il permesso per quello manuale". Proprio da Bologna, Fabrizio è stato indirizzato verso questa nuova sperimentazione.

«Con Pisa stiamo testando non solo la protesi del calore ma anche un ulteriore modello che mi consentirà di fare ben sei movimenti. Un ritorno alla normalità in pratica. Sono molto fiducioso". Ma cosa è successo durante il test? Fabrizio è stato in grado di discriminare tra tre bottiglie visivamente indistinguibili contenenti acqua fredda, acqua a temperatura ambiente e acqua calda con un’accuratezza del 100 per cento, mentre, senza il dispositivo, la sua accuratezza si fermava al 33per cento. È anche migliorata la sua capacità di classificare con precisione e rapidità cubetti di metallo di diverse temperature.

Il prossimo passo sarà quello di rendere il dispositivo pronto per l’uso domestico e di integrare le informazioni termiche provenienti da più punti dell’arto fantasma di un amputato. La percezione sensoriale è uno degli aspetti più importanti per permettere alle persone con un’amputazione di interagire con l’ambiente circostante.

Michela Monti