ARIANNA FISICARO
Cronaca

Fotovoltaico a Uggia. Addio a distese coltivate. L’idea del parco divide

Un’azienda privata ha mappato con droni i terreni per preparare il progetto. L’assessore Mariotti: "Al momento c’è solo una manifestazione di interesse".

A Uggia un’azienda sta pensando a un progetto fotovoltaico su dei terreni per creare un parco di sette ettari

A Uggia un’azienda sta pensando a un progetto fotovoltaico su dei terreni per creare un parco di sette ettari

In principio furono i droni. In molti se li sono visti passare sopra casa a Monsummano senza sapere a chi appartenessero. Poi un consigliere comunale ha rassicurato che si trattava di oggetti di una società che stava facendo la mappatura di alcuni territori in zona Uggia, per un progetto di pannelli fotovoltaici. Nel frattempo ai confinanti dell’area individuata è anche arrivata una lettera in cui la stessa azienda spiega cosa vorrebbe fare con quelle terre. Addio a granturco e erba medica dunque, perché oggetto del possibile investimento sarebbe una distesa di pannelli fotovoltaici per produrre energie rinnovabili. Ma i giochi sembra che siano ancora aperti. "Un po’ di preoccupazione c’è – fa sapere Giuseppe Mignano, residente nella zona – perché temiamo che il progetto possa deturpare l’ambiente e deprezzare abitazioni e agriturismi. Ricordo bene che quando il principe Borghese presentò un progetto simile da attuare sui suoi terreni, la decisione dell’amministrazione fu quella di non togliere spazio all’agricoltura. Da residente mi auguro che non venga fatto niente che potrebbe infierire sull’ecosistema". Quello di cui parla Mignano è un progetto del 2023 che prevedeva un i, per il quale è stata presentata una revisione lo scorso anno e che al momento è fermo al ministero per l’ambiente e la sicurezza energetica per valutazioni e autorizzazioni.

Nel caso di Uggia invece, nei terreni di via di Caliano, come ha indicato l’assessore all’urbanistica Andrea Mariotti, si tratterebbe della realizzazione di un parco fotovoltaico di circa 5-7 ettari. Richiesta fatta da una ditta veneta. "Al momento – spiega Mariotti – c’è solo l’idea e la manifestazione di interesse da parte dell’azienda, ma nessun progetto è stato presentato. Non so se ci siano già dei terreni acquistati, di certo non c’è che andranno fatti degli studi e degli approfondimenti. Chiaramente noi preferiremmo che il fotovoltaico fosse messo sui tetti degli edifici pubblici e poi eventualmente privati, detto questo tuttavia vi è una normativa nazionale che fornisce delle corsie preferenziali sulla costruzione del fotovoltaico. Nel frattempo c’è una legge in Regione in itinere che cerca di disciplinare tutti questi impianti, sia per il fotovoltaico che per l’agrivoltaico. In tutti i casi non possiamo far diventare la città e i nostri terreni tutto uno specchio".

Arianna Fisicaro