
La ballerina Violante Caburlotto
Carrara, 29 agosto 2025 – Dietro la bellezza e l’eleganza della danza classica ci sono tanto sacrificio e disciplina. E Violante Caburlotto che vive tra Marina di Carrara, Milano e Venezia lo sa bene. Violante ha 19 anni ed è una ballerina professionista e digital creator. Ha iniziato a danzare quando aveva 5 anni, si è diplomata alla Royal Academy of Dance di Londra con Distinction, e perfezionata all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano. A 13 anni si è trasferita a Budapest per studiare all’Accademia di danza d’Ungheria, dove soli due anni dopo ha calcato le scene con la compagnia dell’Operetta di Budapest, partecipando a 18 repliche del celebre ‘Lo Schiaccianoci’ con la compagnia ufficiale dell’Operetta.
Violante parla perfettamente quattro lingue: inglese, ungherese, tedesco e giapponese. La sua passione per la danza l’ha portata a creare il blog Violantedanza.it, un progetto per dare voce a chi come lei ama questa disciplina, ma anche un luogo dove sentirsi meno soli e prepararsi alle sfide che spesso la danza propone. L’idea è nata dopo un post sul suo profilo Instagram che in soli due mesi ha visto 2 milioni di visualizzazioni, 26.657 mi piace, 1400 salvataggi e 190 repost. Il blog è stato realizzato con l’aiuto della madre, Francesca Anzalone, titolare della Netlife, agenzia che si occupa di comunicazione, etica digitale e formazione permanente. In questi giorni Violante ha regalato emozioni in una doppia esibizione, la prima nella cava museo di Walter Danesi a Fantiscritti, la seconda ieri al museo Mudac.
“La mia comunicazione è etica, autentica e appassionata. Ci tengo moltissimo a questo aspetto - racconta Violante -. Non cerco l’effetto, ma l’efficacia di un messaggio che lascia il segno. Voglio essere quella ragazza che avrei desiderato vedere nei momenti più difficili, che con onestà mi avesse portata nel dietro le quinte e non solo sui palcoscenici più importanti. Il mio obiettivo è ispirare una generazione a credere nella bellezza della disciplina, del sacrificio e della libertà espressiva, un passo dopo l’altro. No, non sto dicendo che il sacrificio sia da mitizzare, ma è un dato di fatto - prosegue la giovane danzatrice -, Tu sei in sala prove, e non sei altrove. Il frutto di una scelta consapevole. Semplicemente un ricordare che, se sei da una parte, non puoi essere da un’altra”. “Violantedanza non è solo una ballerina. È un racconto che danza, una voce che vibra, una visione che cresce insieme a voi! Non solo danza, ma comunicazione dell’arte e linguaggi artistici. Questo progetto è pensato come un luogo aperto - conclude Violante -, non solo un palcoscenico, ma una comunità in cui confrontarsi, condividere esperienze, stimolare riflessioni e crescere insieme”.
Alessandra Poggi