
L’onorevole Bergamini alla Misericordia: "Inviterò i colleghi a calendarizzare il progetto di Cardiosecurity". Il medico Costantino: "In caso di arresto cardiaco fondamentale intervenire nel tempo più breve possibile".
L’arresto cardiaco continua a rappresentare la prima causa di morte nel mondo e servono risposte immediate e strategie efficaci per arginarlo. Questi i temi e gli obiettivi al centro della conferenza andata in scena giovedì nella sede della Misericordia di Massa nella quale l’onorevole Deborah Bergamini, di Forza Italia, il dottor Fabio Costantino, specialista in cardiologia, e la professoressa Elena Giovanna Bignami, esperta di anestesiologia, hanno discusso l’impatto e le possibili soluzioni per ridurre la mortalità di questa condizione clinica che ogni giorno in Italia uccide mediamente 180 persone, una ogni 8 minuti.
Tre gli aspetti fondamentali evidenziati da Costantino e Bignami: prevenzione, educazione e potenziamento della rete d’emergenza, con l’obiettivo di trasformare la consapevolezza dei cittadini, soprattutto di quelli più giovani, in azioni decisive per salvare una vita, come praticare il massaggio cardiaco, utilizzare un defibrillatore semiatumatico o eseguire manovre di disostruzione delle vie respiratorie. "In caso di arresto cardiaco – ha spiegato il dottore – è importante intervenire il più velocemente possibile perché se il sangue non dovesse arrivare al cervello anche per soli cinque minuti, la condizione della persona colpita diventerebbe molto critica".
Con così poco tempo a disposizione l’intervento dei sanitari è quindi tardivo, poiché, come fatto notare dalla professoressa, "la rapidità d’arrivo di un’ambulanza dipende da diversi fattori, come il traffico, le dimensioni della città". Serve perciò che ogni cittadino, dopo aver allertato i soccorsi, sia addestrato ad intervenire e a fornire al malcapitato un primo intervento.
"Sono di fondamentale importanza – ha proseguito Bignami – anche i defibrillatori installati nelle strade e nei centri commerciali. In questo la Toscana è molto più avanti rispetto a diverse regioni del centro-nord". "Tuttavia – ha sottolineato Costantino – in Europa solo il 28 per cento della popolazione sa adoperare correttamente un defibrillatore e così appena l’8 percento degli arresti cardiaci extraospedalieri sopravvive. Se si punta ad aumentare la prima percentuale, insegnando ai cittadini le tecniche di primo intervento, la seconda crescerebbe di conseguenza. C’è bisogno però di un cambio culturale".
E in questa direzione va la proposta di legge presentata ad ottobre 2023 che mira ad inserire fra i requisiti per il conseguimento della patente di guida (o del rinnovo) anche la conoscenza di tecniche di primo soccorso e di utilizzo di defibrillatori semiautomatici. "Proposte come queste – ha sottolineato l’onorevole forzista – non hanno un colore politico, ma godono di un appoggio trasversale. Anche se la proposta non è del mio partito lavoreremo sicuramente per calendarizzarla al più presto. Serve un cambio di passo a livello di mentalità per responsabilizzare tutti fin dalla più tenera età. Dobbiamo sentirci parte di una rete nella quale ognuno deve riversare ciò che di nuovo ha imparato. La tecnologia ci aiuta sempre di più: i defibrillatori semiautomatici stanno rendendo possibile ciò che anni fa era considerato impensabile". Un concetto, questo, ripreso anche dal presidente della Misericordia, Bruno Ciuffi: "Fino a quindici anni fa nessuno avrebbe mai immaginato che la comunicazione istantanea con mail o messaggi avrebbe avuto un impatto così grande nelle nostre viste. Lo stesso potrà accadere con i defibrillatori, che diventeranno strumenti con cui ciascun cittadino avrà dimestichezza".
Alessandro Salvetti