
Lo scrittore conquista la giuria con “Eredi Piedivico e Famiglia” dopo la vittoria al Bancarella nel 2006. Il promotore Bordignon: "Il concorso ci spinge a riflettere promuovere una nuova stagione di fiducia".
Il romanzo “Eredi Piedivico e Famiglia” (Einaudi) di Andrea Vitali ha vinto il Premio Pontremoli – Città del Libro e della Famiglia 2025. Una saga familiare ambientata tra gli anni Venti e Sessanta del Novecento, che racconta la vita di un veterinario della Bassa bresciana e del suo nucleo familiare. Un racconto che mescola memoria affettiva e finzione narrativa. Il romanzo è stato premiato per la sua capacità di evocare emozioni familiari con una narrazione delicata e coinvolgente. La cerimonia, presentata dall’attrice Beatrice Fazi e arricchita dall’esibizione del 14enne sassofonista Alfio Russo, si è svolta nella suggestiva cornice pontremolese, confermando il valore del premio come spazio di riflessione sulla famiglia contemporanea attraverso la letteratura.
Andrea Vitali è stato già vincitore del Premio Bancarella 2006 con il libro “La figlia del Podestà” (Garzanti) e nel 2016 è stato chiamato a ricoprire la carica di presidente onorario della manifestazione dei librai. Al Premio della Famiglia ha prevalso nettamente, secondo la giuria presieduta dal giornalista Francesco Giorgino, una storia divertente e amara che, come una fiaba, apre il cuore alla speranza. "Un’emozione che si è rinnovata qui a Pontremoli, nonostante gli anni che passano – ha detto il vincitore – , ma sempre piacevole".
Lo stile narrativo usa toni ironici e densi di malinconia, con momenti di leggerezza che si alternano a riflessioni profonde. Il protagonista della storia è il veterinario Oreste, nato nel 1901, un uomo pratico e benvoluto, sempre in giro sulla sua Benelli per curare animali e talvolta anche esseri umani. Decide di sposarsi con Lidovina, figlia di un allevatore, ma il matrimonio si rivela complicato: lui è impacciato, lei spaesata. Il romanzo esplora le dinamiche familiari, le differenze tra i membri e il potere dell’affetto. Poi ci sono la tradizione e il cambiamento, dal fascismo al dopoguerra, un tempo in cui Vitali dipinge un’Italia in trasformazione. "Raccontare la famiglia attraverso i libri – ha detto il presidente del Forum delle Famiglie, promotore del Premio, Adriano Bordignon – è un atto di cura collettiva verso ciò che ci tiene uniti, ci spinge a riflettere sul ruolo centrale della famiglia nella nostra società e a promuovere una nuova stagione di fiducia nella natalità e nella vita".
Gli altri libri finalisti erano “Gibildonna” di Nunzio Primavera (Laurana editore), “Gli stupidi e i furfanti” di Salvatore Toscano (Baldini&Castoldi), “La felicità è una lunga pazienza” di Maria Teresa Cusumano (Manni Editori), “La luce nella masseria” di Saverio D’Ercole e Roberto Moliterni (Gruppo Mondadori), “Mio padre avrà la vita eterna ma mia madre non ci crede” di Paolo Valoppi (Giangiacomo Feltrinelli Editore). Ogni libro offre una prospettiva diversa sul concetto di famiglia: chi la celebra, chi la mette in discussione, chi la reinventa.
Natalino Benacci