CRISTINA LORENZI
Cronaca

Cava Fiordichiara, autogol del Comune. La verità del titolare: "Così non fa il bene di nessuno”

Macchione: "Ha rifiutato la nostra offerta. Così oltre ad aver messo in mezzo alla strada dieci famiglie ha perso il progetto alla Fossa Maestra"

Problemi alla cava Fiordichiara: revocata la concessione

Problemi alla cava Fiordichiara: revocata la concessione

Carrara (Massa Carrara), 16 ottobre 2023 – Una ferita aperta: per i dieci lavoratori rimasti a casa, per l’azienda, per la città. Sul ritiro della concessione a Fiordichiara da parte del Comune interviene il titolare Alessandro Macchione, che intende rimettere la palla al centro. "E’ vero che il Comune in soli 4 giorni, inclusi sabato e domenica, ha chiuso la mia attività – scrive Macchione –, impedendomi di accedere al sito e di disporre dei marmi già pronti per la vendita. Questo mi ha costretto a parlare con i miei dipendenti che, nonostante tutto, non ho licenziato e che mi stanno sostenendo con stima e solidarietà".

Ricordando che "gli atti non sono definitivi, approssimativi nel dettato normativo e che per questo verranno impugnati in tutte le sedi", il titolare ammette che la sua azienda, dallo scorso maggio non ha pagato cinque rate di un piano di rientro per 60mila euro. "Non si tratta di un insoluto milionario. La mia società, fino a maggio, aveva già pagato all’amministrazione circa 380mila euro. Dal 4 ottobre, dopo aver ricevuto il provvedimento di caducazione, ha offerto all’amministrazione, per sanare l’inadempimento delle rate, la somma di 470mila euro in un’unica soluzione a tacitazione dell’intero credito, ma dal Comune nessuna risposta".

Condividendo le dichiarazioni della sindaca sul fatto che il Comune non rilascerà più deroghe, rinvii o scorciatoie, Macchione si domanda: "Non vedo come la pubblica amministrazione potrebbe operare diversamente visto che deve curare il bene pubblico nell’interesse della collettività. Rispetto a iniziative aleatorie ai danni della società (che saranno vagliate dalla magistratura), non comprendo perché abbia rifiutato un’offerta economica integralmente satisfattiva che permetterebbe al Comune di incamerare immediatamente una considerevole somma e alla mia azienda di proseguire la sua attività salvaguardando i dipendenti".

Prosegue Macchione. “Il Comune sta rinunciando ad incassare in unica soluzione il totale del suo credito (480mila euro) e non potrà contare sugli introiti della Tassa marmi. Inoltre si troverebbe ad affrontare un contenzioso lungo ed oneroso con il Tar e con la Corte dei Conti. Inoltre sta rinunciando anche ad un progetto di rifacimento della Fossa Maestra la cui spesa, pari a circa 500mila, la Cmv si era già accollata in cambio del rinnovo della concessione sino all’anno 2041. Questo danno è certo, per non parlare delle dieci famiglie rimaste senza un reddito e quindi – si chiede Macchione -, la contropartita “economica” per il Comune quale sarà. Credo che questa sia una spiegazione che ai cittadini debba essere data perché i soldi del Comune non sono del sindaco, ma della comunità. In ogni caso - e sotto diverso profilo - sarebbe utile verificare se il Comune abbia adottato le stesse iniziative nei confronti di aziende che si trovano nelle stesse condizioni della mia".