NATALINO BENACCI
Cronaca

A scuola di pesca con ’Lapo’. Un progetto per avvicinare i ragazzi

Iniziativa dei Veterani sportivi e della Sps Pontremolese per diffondere l’amore per la disciplina fra i giovani

Alessandro Laporini, detto ’Lapo’, è campione di pesca sportiva

Alessandro Laporini, detto ’Lapo’, è campione di pesca sportiva

Nasce una speciale scuola di pesca per bambini e ragazzi, pensata per avvicinare le giovani generazioni. L’iniziativa è dei Veterani sportivi e dell’Associazione Sps Pontremolese, che dal prossimo anno organizzeranno i corsi attraverso i quali gli allievi impareranno le basi delle principali tecniche di pesca, il rispetto per la natura e le regole fondamentali dell’ecosistema acquatico.

L’istruttore superqualificato con esperienza sia nella pesca che nell’insegnamento ai più giovani è Alessandro Laporini una figura di spicco nella pesca sportiva italiana, in particolare nella disciplina della pesca alla trota con esche artificiali. È stato già premiato come Atleta dell’anno nel 2019 grazie alla sua vittoria nel Campionato Italiano Esche Artificiali, svoltosi a Masone (Genova) e organizzato da Arci Pesca Fisa. Ma ’Lapo’, così è conosciuto nell’ambiente, è considerato dai colleghi il Maradona della specialità perché raramente perde una competizione, ha sempre sbaragliato il campo. E’un veterano della canna, ma uno sportivo prima di tutto. Non gli piace strafare e pensa che la pesca sia una gara con se stesso e la cattura diventa un mezzo, non il fine. " La pesca – dice - deve dare alla trota la possibilità di scappare e di lottare per non morire. Non getto l’amo per mangiare i pesci, è una specie di sfida che voglio sempre vincere". E’ una gara con se stesso prima di tutto: il pesce come metafora della vita. ’Lapo’ non ricorda quando ha iniziato a pescare anche perché come tutti i bambini pontremolesi, i fiumi sono stati i primi spazi di gioco. "Quando sono diventato più grande ho imparato da un signore svizzero che veniva in vacanza a Pontremoli. Si chiamava Cesarino". E’ stato un imprinting elvetico a fargli scoprire la pesca con la pallina con il fermo in tonchino, le olivette da montagna e un grosso amo innescato con un vermiciattolo con lenza dello 0,20. Ma ’Lapo’" col tempo ha modificato questa tecnica per pescare con palline piccole che ha corretto tagliando il legnetto alle due estremità della sfera, una lenza nylon dello 0,12 e un amo del 12 con camola. "Perché i lombrichi non mi piacciono proprio", commenta. Con questa tecnica, sperimentata in tutti i torrenti della Lunigiana non sbaglia un colpo. Mentre pesca ’Lapo’ preferisce risalire il torrente anziché scendere come fanno tutti: all’alba quanto i chiaroscuri confondono le idee della fauna ittica. Lancia la pallina con precisione nelle posizioni giuste e la trota, golosa di camole abbocca. Con un maestro così gli allievi sono destinati a diventare degli "acchiappa-trote".

N.B.