Volto Santo dalle mille sorprese. Spunta anche un colore rosa su mani, piedi e sul viso

Non finisce mai di stupire il lavoro di restauro sulla sacra effigie. Numeroso il pubblico al convegno in San Giovanni. Il 25 settembre si avrà il dettaglio delle stratigrafie dei vari colori.

Volto Santo dalle mille sorprese. Spunta anche un colore rosa su mani, piedi e sul viso

Volto Santo dalle mille sorprese. Spunta anche un colore rosa su mani, piedi e sul viso

di Paolo Mandoli

LUCCA

Ormai è certo. Il Volto Santo che tornerà nel tempietto del Civitali alla fine del restauro non avrà la stessa colorazione cui eravamo abituati. D’altra parte non sarà nemmeno clamorosamente diversa. Il convegno di ieri nella chiesa di San Giovanni ha fornito molte notizie interessanti e chiarito molti aspetti del restauro in corso, finora nella fase della diagnosi, ma ovviamente non è arrivato a rispondere a tutte le domande, a cominciare proprio dalla colorazione finale.

In realtà c’è una data, il 25 settembre prossimo, che dovrebbe essere quella definitiva per avere il dettaglio delle stratigrafie dei vari colori. Nelle settimane successive spetterà al comitato promotore del restauro prendere la decisione, anche raccogliendo i pareri della città. Di questo comitato fanno parte l’arcivescovo Paolo Giulietti, il sindaco Mario Pardini, il presidente della Fondazione Crl Marcello Bertocchini, il presidente della Provincia Luca Menesini, la soprintendente Angela Acordon, la soprintendente dell’Opificio pietre dure Emanuela Daffra e il rettore della chiesa cattedrale Marco Gragnani. Finora il comitato promotore non si è riunito dunque è impossibile conoscere la linea che verrà seguita.

Qualche prima, sommaria indicazione è venuta finora dal comitato scientifico del restauro di cui fanno parte per l’ente cattedrale il rettore Marco Gragnani, Annamaria Giusti e Francesco Niccoli; Ilaria Boncompagni della Soprintendenza, Maria Elena Fedi di INFN, Maria Perla Colombini dell’Università di Pisa, Nicola Macchioni di IbeCnr, Raffaella Fontana di InoCnr, Salvatore Siano di IfacCnr, Sandra Rossi e Simone Porcinai dell’Opificio pietre dure, e Marco Ciatti già soprintendente dello stesso Opificio pietre dure.

Secondo questo comitato "si dovrebbe mantenere il più possibile intelligibile il Volto Santo come lo abbiamo visto e conosciuto finora". Dunque anche se non sarà lo stesso identico colore non dovrebbe cambiare molto: passando per esempio dal nero al marrone scuro salvo per l’incarnato sul quale resta aperto il confronto. A quanto emerso infatti sotto la colorazione che siamo stati abituati a vedere ce n’è un’altra: un rosa chiaro come specificato in una relazione nel pomeriggio.

Dunque il convegno di ieri, molto partecipato, ha rappresentato una nuova e importante tappa nell’ambito delle indagini già iniziate tra il 2012 e il 2021, poi riprese lo scorso anno. Stanno emergendo sempre nuovi dati relativi sia al Volto Santo come al tempietto che abitualmente lo custodisce. Le attività di studio e restauro sono promosse dall’Ente cattedrale grazie a un accordo con la Soprintendenza e l’Opificio delle pietre dure con il fondamentale contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Nel frattempo la venerata immagine rimane nell’area di cantiere appositamente predisposta all’interno della cattedrale di San Martino, dove sta per completarsi l’attenta campagna di indagini scientifiche che hanno approfondito gli aspetti tecnici e materiali e da cui stiamo arrivando alle prime operazioni necessarie a mettere in sicurezza la pellicola pittorica, grazie a un qualificato gruppo di lavoro multidisciplinare che comprende storici dell’arte, esperti scientifici e restauratori specializzati. Il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio ha ribadito l’importanza di fare le cose bene, vista anche la qualificata squadra di esperti che sono in campo, garantendo che la Fondazione metterà a disposizione tutte le risorse che si renderanno necessarie.