
Pardini Il caldo dell’estate può giocare brutti scherzi, fino a indurre qualcuno a compiere atti di crudeltà. Giorni orsono, lungo le...
Pardini
Il caldo dell’estate può giocare brutti scherzi, fino a indurre qualcuno a compiere atti di crudeltà. Giorni orsono, lungo le rive del fiume Serchio, nei pressi di via della Scogliera, cinque ragazzi stranieri, trovato un gabbiano ferito, hanno cominciato a giocarci come si trattasse di un pallone. Infatti, lo lanciavano in aria e da una sponda all’altra, irridendo la sua sofferenza e movimenti; ferito, il gabbiano non poteva dispiegare le ali, allora si raccoglieva in se stesso, per mitigare gli urti quando batteva al suolo. Uno spettacolo davvero inaspettato quanto insolito: infliggere sofferenza a un essere innocente. Vista la scena, inorridito, un ragazzo ha avvertito la Questura. In breve i polizotti, individuati i ragazzi protagonisti di tanta brutalità, affidavano il gabbiano a “VegaSoccorso” per le cure del caso. Un evento che ha colpito molta gente, tanto che diversi lettori ci hanno sollecitato a scrivere queste righe, anche per sapere come stia il gabbiano. Non soddisfatti di martoriare quest’ultimo, i medesimi ragazzi sono riusciti a catturare pure un piccione, che avrebbero voluto sottoporre alle stesse sevizie del gabbiano. Sennonché il piccione, una volta lanciato in aria, è riuscito a liberarsi. Insomma, una giornata da non dimenticare, poiché le nefandezze perpetrare verso questi volatili, bene hanno messo in luce a quanto si possano spingere crudeltà, cinismo e indifferenza nei confronti di creature senzienti, ridotte a strumenti di gioco, pur di soddisfare oscurità interiori, da studiare a da capire. E per le quali, crediamo che valga quanto recita un antico adagio: ”Chi non ama le bestie, non ama neanche le persone”. Augniamoci dunque che, alla cultura di tutela dell’ambiente, si aggiunga quella di rispetto verso gli animali, come peraltro vorrebbe la recente legge Brambilla.