
I quattro ragazzi durante le fasi di ’’ripulitura“ e ritinteggiatura delle mura esterne del complesso. Cavanis oggetto di atti vandalici nei mesi scorsi che avevano portato il sindaco a lanciare un appello sui social
Talvolta il senso di comunità si recupera anche con qualche barattolo di vernice. È la storia del Cavanis, lo spazio tanto frequentato dai ragazzi di Porcari quanto, purtroppo, di recente oggetto di vandalismi e incuria. Ma ieri, grazie all’impegno di quattro giovanissimi, le pareti esterne dell’edificio sono state ripulite. Tutto è cominciato lo scorso 23 maggio, quando il sindaco Leonardo Fornaciari aveva denunciato pubblicamente, con parole dure ma piene di senso civico, i danni subiti dall’area: rifiuti abbandonati e scritte sui muri. "Non avete danneggiato e sporcato roba altrui: è anche roba vostra, in quanto della comunità. Anche se forse nessuno ve lo ha mai spiegato, sappiate che questo gesto lo avete fatto a casa vostra", aveva scritto il sindaco, rivolgendosi direttamente agli autori, ignoti, del gesto. Poi, un invito chiaro: "Mi piacerebbe molto che qualcuno dei tanti giovani che frequentano il luogo si facesse avanti per ridipingere, in modo che il Cavanis non fosse solo un luogo frequentato ma anche amato e custodito da chi lo vive ogni giorno".
A distanza di poco più di un mese, l’appello non è caduto nel vuoto. Quattro ragazzi, tutti minorenni, si sono fatti avanti e ieri mattina alle 8.30 si sono presentati con entusiasmo al Cavanis per cominciare a risistemare le pareti rovinate. Il Comune, che aveva già provveduto a ripulire dai rifiuti l’area, ha fornito loro vernici e pennelli, e alle 11 i lavori erano già conclusi. A ringraziarli di persona è stato proprio il sindaco, che ha voluto offrire loro una merenda al bar, piccolo ma sincero gesto di riconoscenza per l’impegno dimostrato. Così Fornaciari: "Questi quattro ragazzi, stanno dimostrando cura e decoro per il luogo che amano frequentare. Sono soddisfatto della loro voglia positiva di esserci per Porcari e li ringrazio davvero. Bravi. Spero che altri vi seguano". Poi, un messaggio rivolto a tutti i giovani che vivono quotidianamente quello spazio: "Il Cavanis è dei giovani, fu costruito proprio per loro dai Padri Cavanis. il Cavanis è vostro: frequentatelo e trattatelo bene come se fosse casa vostra. Rispettatelo, perché è un luogo importante dove state coltivando uno dei sentimenti più forti e importanti della vita: l’amicizia".
Infine, un invito all’impegno collettivo e alla responsabilità condivisa: "E se qualcuno vuole sporcare o danneggiare il Cavanis, opponetevi e alzate la voce come se foste a casa vostra". In tre ore di lavoro i quattro ragazzi hanno dimostrato come si fa cittadinanza attiva.
Massimo Stefanini