La vendemmia è lontana, ma in tanti se lo domandano: questo caldo sahariano può influenzare il processo di maturazione dell’uva? Il presidente del Consorzio dei vini Doc di Montecarlo, Gino Carmignani, è ottimista sull’assenza di ripercussioni negative. Anzi sono più da temere i forti temporali. "Dovete sapere che la vite è molto resistente e inoltre riesce a trovare soluzioni per sopravvivere – argomenta Carmignani, lui stesso viticoltore – perché è vero che è in atto un cambiamento climatico di cui dovremo tener conto, ma l’impennarsi della colonnina di mercurio delle ultime settimane non avrà ripercussioni particolari. Attenti però a non cantare vittoria ancora – aggiunge l’esperto – perché potrebbero essere più deleteri gli acquazzoni estivi, le cosiddette "bombe" d’acqua di mezz’ora, però di estrema violenza con una carica di energia in grado di distruggere il lavoro di mesi".
Insomma si vede il bicchiere mezzo pieno, per il momento, con la previsione, salvo imprevisti, di una stagione di ottima qualità e quantità. Almeno per il momento. "Tra poco più di un mese, subito dopo Ferragosto, comincerà la vendemmia delle uve precoci e lì avremo le prime indicazioni – conclude Carmignani – ma se non interverranno malattie, anche l’aspetto della quantità darà soddisfazioni". Serve equilibrio. A temperature troppo alte o troppo basse la vite non può procedere nel suo ciclo vegetativo. Cruciale è la resistenza al freddo, infatti la vite europea non resiste a temperature al di sotto dei -15 °C -18 °C. Quelle americane sono più resistenti. Alcuni vitigni della vitis vinifera europea sono più resistenti al freddo, grazie ad un ciclo vegetativo e produttivo più breve. La salute della pianta e lo stato di sanità e maturazione del legno, sono elementi da non trascurare soprattutto nei primi anni di vita, quando i tralci non hanno ancora uno strato di sughero sufficiente per proteggere la vite dal freddo. Il calore invece è in generale, salvo esagerazioni, quasi sempre benefico, per la maturazione, per lo sviluppo degli zuccheri ed è in grado di influenzare anche il profumo, con le cospicue escursioni termiche tra le temperature del giorno e quelle della notte.
Massimo Stefanini