
Benvenuti in una casbah o, se preferite destinazioni meno esotiche, in uno dei tanti non luoghi che ormai si stanno...
Benvenuti in una casbah o, se preferite destinazioni meno esotiche, in uno dei tanti non luoghi che ormai si stanno diffondendo anche in molte città italiane. Tutte sempre più uguali. Tutte sempre più brutte. Tutte sempre più senz’anima.
Il centro storico di Lucca, un gioiello di indiscutibile valore, è ormai da almeno dieci anni sottoposto ad un progressivo scadimento anche per la presenza di numerose attività commerciali che si guardano bene dal rispettare il decoro e, soprattutto, le norme esistenti. Non si tratta solo dei risciò parcheggiati ormai ovunque, come segnalato nei giorni scorsi da un lettore, ma anche degli arredi ormai lasciati al gusto, spesso pessimo, degli imprenditori di turno. Basta fare un giro per accorgersene. In via Vittorio, in piazza Napoleone. In via Beccheria come in via Santa Croce o in via Fillungo. Quasi ovunque.
I negozi di souvenir continuano impunemente a appendere, a volte in forme a dir poco creative, mercanzia di ogni genere fuori dai negozi. Il regolamento non solo proibirebbe, ma prevederebbe il sequestro della merce stessa? Quante volte è accaduto? Le lavagnette con i menù non sono consentite, eppure moltissimi ristoranti e bar le esibiscono in bella vista, spesso nel mezzo o quasi della strada. Non sono pochi i casi anche dei tavoli dei locali posizionati fuori dagli spazi consentiti in base al suolo pubblico pagato. E allora due domande sono d’obbligo: chi rispetta leggi e regolamento è solo più fesso? Quando il Comune darà vita a un controllo capillare e continuo, se fosse necessario anche, come da più parti si chiede, aumentando consistentemente il corpo della Polizia Municipale da un decennio sotto organico?
F.V.