Carabinieri in una foto di repertorio
Carabinieri in una foto di repertorio

Lucca, 24 agosto 2019 - «Nessun ricatto: sul pagamento dei soldi ci eravamo messi d’accordo prima. E lui non ha pagato». È questa, in sintesi, la versione che la 42enne lucchese accusata di estorsione, ha fornito ieri al gip del tribunale di Lucca, Alessandro Trinci.

Il giudice per lei ha disposto il divieto di avvicinamento nei confronti della vittima. La donna pochi giorni fa era stata messa ai domiciliari dopo la denuncia da parte di un operaio 47enne, sua vecchia conoscenza. I due si erano rincontrati poco tempo fa e l’uomo, approfittando dell’assenza della compagna partita per le vacanze, aveva deciso di farsi avanti con la donna.

Secondo quanto ricostruito dai militari, lei, dopo una nottata di passione tra le lenzuola, però avrebbe preteso 250 euro. Minacciandolo, se i soldi non fossero arrivati, di spifferare della loro liaison alla compagna non appena fosse tornata dalle vacanze.

Minacce messe nero su bianco via chat all’operaio. Che, a quel punto disperato, aveva bussato ai carabinieri. I militari hanno consigliato all’uomo di consegnare il denaro, sotto la loro stretta sorveglianza. La mossa aveva permesso di arrestare la donna in flagranza con l’accusa di estorsione. Ma ieri davanti al gip la donna ha rivelato che il pagamento dei soldi faceva parte di un accordo. Amore mercenario, terminato in estorsione.