Il tormento di una ragazza violentata: "Se il mio ex torna libero? Non voglio fare la fine di Giulia”

Lo sfogo di una 35enne di Lucca: "Lui sta scontando 4 anni in carcere, ma a gennaio potrebbe già avere permessi. Ho paura, mi seguiva e scattava foto per strada: sono ancora sui social”

Lucca, 29 novembre 2023 – “Ho paura, inutile negarlo. Anche se lui è in carcere dal gennaio scorso, temo che tra poco più di un mese possa tornare in semilibertà con misure alternative, grazie ai benefici di legge... Non voglio ripiombare nell’incubo. Lui dice che faceva tutto per amore, per occuparsi di me. Ma io non voglio fare la fine di Giulia, ho anche una patologia che rende le mie ossa fragilissime. Questa ipotesi di semilibertà mi tormenta, ho paura che i giudici si facciano convincere".

E’ lo sfogo di una 35enne lucchese vittima del suo ex, un 55enne finito in carcere a gennaio per scontare una condanna definitiva a 4 anni per violenza sessuale e lesioni. Nel frattempo, sempre dal tribunale di Lucca, gli è arrivata anche una condanna a un anno e mezzo per stalking, reato sempre commesso nei confronti della giovane.

“Lui ha fatto ricorso in appello – commenta – e tutto il suo ragionamento ruota intorno al fatto che i giudici avrebbero travisato le sue motivazioni. Dice che lui soffriva per me e voleva seguirmi continuamente solo per capire come stavo. Cosa faceva? Dopo che l’avevo lasciato e denunciato per stupro e lesioni, mi pedinava e appariva in ogni angolo di Lucca, ma anche a Viareggio o Firenze. Mi scattava foto di nascosto per strada ovunque fossi e poi le pubblicava con profili falsi sui social per farmi vedere che lui poteva avere il controllo su ogni mio passo. E mi minacciava".

“Io da tempo – prosegue – tramite il mio avvocato ho chiesto che rimuova quelle immagini. Ma sono ancora lì, come una velata minaccia alla mia libertà e alla mia incolumità. Purtroppo chi lo conosce in modo superficiale non immagina che sia una persona violenta e pericolosa. Io lo so perché ho trovato il coraggio di lasciarlo e di andare dai carabinieri. Ha una possessività patologica: mi picchiò e violentò solo perché geloso dei muratori che facevano lavori in casa...".

Ma non è tutto. Arriva anche la beffa. "Sì, per farmi risarcire ero riuscita a fargli pignorare una piccola somma, pochi spiccioli, ma ora l’Agenzia delle Entrate ha chiesto a me di pagarci 200 euro di imposte di registro, perché lui è nullatenente...".