"La Notte Placida" alla Misericordia

Borgo a Mozzano, inaugurato il presepio realizzato dall’artista Zavattari. Grande partecipazione

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Un momento dell’inaugurazione de «La Notte Placida», installazione concepita dalla Confraternita di Misericordia di Borgo a Mozzano

"La Notte Placida", concepita dalla Confraternita di Misericordia di Borgo a Mozzano, un’istallazione che rappresenta un momento importante della storia dell’umanità, come quello della Natività, è stata inaugurata sabato pomeriggio, con la partecipazione di autorità, di volontari e di cittadini. La messa in scena è opera dell’artista Francesco Zavattari, nativo di Diecimo.

La grotta è stata ricostruita alla maniera tipica del design di Zavattari, con la stretta collaborazione del suo team, con segmenti e intrecci a indicare una connessione che, dalla scena, diffonde valori di bellezza ed elevatezza: per questo vibrante momento di luce, il luogo si fa dunque mangiatoia e rifugio ideale per tutte le persone e per tutti i cuori. L’inaugurazione è stato un momento toccante, con messaggi di pace e fratellanza fra gli uomini letti da ragazzi e ragazze, fra cui un giovane ucraino, facente parte del nucleo di 12 persone in esodo dall’Ucraina, che hanno trovato accoglienza ed ospitalità in una casa della Misericordia a Gello. Il taglio del nastro è stato eseguito dalla vedova dell’ingegner Salvatore Mariani, proprietario del terreno donato alla Misericordia, dove il Presepio è stato allestito.

"Il Presepio, simbolo e testimonianza di valori religiosi ma anche civili - ha commentato Il Governatore della Misericordia, Gabriele Brunini, - è un segnale importante di speranza in momenti tanto difficili come gli attuali. Grazie alla collaborazione con Francesco Zavattari, artista internazionale, che ci ha dato l’opportunità di presentare il Presepio in una veste nuova e suggestiva".

Il sindaco di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti ha sottolineato l’universalità e la tradizione del Presepio, che racconta la storia antica, ma sempre attuale, della sofferenza degli ultimi e per questo ci apre a riflessioni profonde".

Marco Nicoli