REDAZIONE LUCCA

“Il sacrificio dei preti lucchesi venga restituito alla storia“ . Il ricordo di Vannino Chiti

Il presidente dell’ISREC sulle celebrazioni per don Aldo Mei e gli altri religiosi

Il presidente dell’ISREC sulle celebrazioni per don Aldo Mei e gli altri religiosi

Il presidente dell’ISREC sulle celebrazioni per don Aldo Mei e gli altri religiosi

Sarà il vicepresidente Andrea Morandi a rappresentare l’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età Contemporanea oggi pomeriggio a Lucca in occasione delle celebrazioni per ricordare le vittime civili e i 28 sacerdoti, religiosi e chierici catturati e uccisi nell’estate del ’44 dai nazifascisti, cui partecipa anche il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei.

Sul ruolo della Chiesa, di sacerdoti e religiosi nell’estate del 1944, interviene il presidente dell’Istituto, Vannino Chiti. "“Amici del popolo e profeti di pace“, recita la targa che verrà scoperta oggi a Lucca. Per questo il contributo di sacrifici e di sangue dato dal clero toscano, in quel difficile 1944, per la difesa dei civili e la conquista della libertà e della pace merita di essere restituito integralmente alla storia. Le vicende che vengono celebrate in questi giorni ci impongono un dovere che è di conoscenza della Resistenza al nazifascismo, in tutti i suoi aspetti, e di riconoscenza per i tanti sacrifici compiuti. C’è una necessità storica che non possiamo tradire, quella di ricostruire e approfondire per consegnare la verità prima di tutto ai giovani a cui va riconosciuto il diritto della conoscenza".

"Esponenti del clero - parroci, suore e frati - aiutarono, ospitarono, offrirono protezione a civili e a combattenti, a italiani-ebrei che nazisti e fascisti avviavano alla morte nei campi di sterminio. Per questo - in occasione dei prossimi ottantesimi anniversari della Liberazione, della Repubblica e della Costituzione - è necessario dedicare momenti di approfondimento e divulgazione a tematiche rimaste per troppo tempo in secondo piano: al ruolo delle donne nella Resistenza, al contributo degli ex militari e anche a quello del clero e di numerose religiose. In questi giorni a Lucca si ricorda il sacrificio del don Aldo Mei, trucidato per i contatti con i partigiani e per aver ospitato un ebreo, e insieme l’impegno generoso tanti altri sacerdoti e religiosi che grazie alla visione luminosa dell’arcivescovo Antonio Torrini, camminarono accanto a un popolo oppresso e sofferente".

"In tutta la Toscana – prosegue Vannino Chiti – la mobilitazione del clero fu esemplare. Emblematica resta la testimonianza e il ruolo svolto dal cardinale Elia Dalla Costa che sprangò le finestre della Curia in occasione della visita ufficiale a Firenze di Hitler e di Mussolini ed ebbe un ruolo di primo piano nel soccorso agli ebrei perseguitati e nel sostegno all’azione per la liberazione. Dobbiamo tenere bene a mente che la Resistenza al nazifascismo è stata un’esperienza plurale: per le donne e gli uomini che vi hanno partecipato, per le forze politiche che organizzarono i reparti partigiani, per i militari e i carabinieri che rifiutarono di aderire alla repubblica fascista di Salò, per gli esponenti della Chiesa che, come dimostrano le tragiche vicende lucchesi ebbero un ruolo di primo piano".