Frenata del cartario. Export giù del 5,9% per il distretto guida. Pesa il crollo spagnolo

Le vendite in Spagna sono scese del 32,8%. Bene la Polonia (+27,1). In calo il settore calzaturiero che perde il 14 per cento rispetto al 2022. I dati elaborati dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo .

Frenata del cartario. Export giù del 5,9% per il distretto guida. Pesa il crollo spagnolo
Frenata del cartario. Export giù del 5,9% per il distretto guida. Pesa il crollo spagnolo

I distretti tradizionali e i poli tecnologici della Toscana si confermano trainanti per l’economia regionale ma il distretto del Cartario di Lucca, dopo i brillanti risultati del 2022, segna una battuta di arresto, con un valore di esportazioni che si attesta a 1,1 miliardi di euro (-5,9 per cento), risultato di un calo delle vendite verso la Spagna (-32,8 per cento), solo in parte compensate dalle maggiori esportazioni verso la Polonia (+27,1 per cento). Anche il comparto della meccanica con il distretto delle Macchine per l’industria cartaria di Lucca presenta un valore di export in calo (-14,9%) e si attesta a 415,6 milioni di euro.

Ecco quello che emerge dal Monitor dei Distretti della Toscana, elaborato dalla Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, per il quale il comparto più rilevante rimane il Sistema moda, con circa 12 miliardi di euro di esportazioni realizzate da gennaio a settembre 2023. Più in generale, i distretti toscani segnano una crescita del 6,7 per cento rispetto al 2022, con un ammontare complessivo di circa 23 miliardi di euro di esportazioni.

Bene anche la Nautica di Viareggio (+16 per cento), interessata da un accordo firmato dal comune e dai gruppi cantieristici Next Yacht Group del gruppo Nesti e The Italian Sea Group, proprietario di Perini Navi, che impegna i due gruppi della nautica a mantenere la produzione dei marchi Perini e Picchiotti nella Darsena di Viareggio e a iniziare un processo di assunzioni di personale e incrementare la produzione.

In calo, invece, il settore calzaturiero lucchese che perde il 14 per cento rispetto allo scorso anno con valori che scendono da 92,6 milioni a 79,6 milioni di euro. Particolarmente difficili per questo comparto il secondo e terzo trimestre del 2023.

Segno invece più per il polo farmaceutico della zona che registra un decisamente confortante aumento del 32 per cento con il fatturato che passa, dal 2022 al 2023, da 88,7 milioni a 117 milioni di euro. Il vero e proprio boom nel primo trimestre con un incremento addirittura del 100 per cento. Ma le attese per il 2024 sull’andamento delle specializzazioni distrettuali e i poli tecnologici toscani non sono così brillanti come l’ultimo biennio e l’export potrà riportarsi su un sentiero di crescita a partire dalla seconda metà dell’anno quanto l’attenuazione dell’inflazione libererà potere d’acquisto a favore dei consumi e consentirà un primo allentamento delle misure restrittive di politica monetaria, con effetti positivi sulla dinamica della domanda di beni di investimento in Europa e negli Stati Uniti.

"I distretti della Toscana confermano anche nel 2023 una buona tenuta, grazie alla loro elevata competitività, alla qualità distintiva delle produzioni, ma soprattutto alla capacità di cogliere le evoluzioni in corso e di trasformare il proprio business in ottica ESG", commenta Tito Nocentini, Direttore Regionale Toscana e Umbria Intesa Sanpaolo. "Proprio per accompagnare questo tipo di sviluppo abbiamo di recente istituito il Laboratorio ESG a Firenze".

Fabrizio Vincenti