
Molti hanno voluto manifestare la propria solidarietà al popolo palestinese: "Massacro inaccettabile"
Tante persone, ieri, hanno voluto porre la loro testimonianza nei quattro presidi ospedalieri di Lucca, della Valle del Serchio e della Versilia, in occasione della “Giornata nazionale del digiuno delle operatrici e degli operatori del Servizio sanitario”.
Con l’iniziativa #digiunogaza, partita lo scorso 29 luglio in Toscana attraverso un digiuno a staffetta, gli uomini e le donne che lavorano nella sanità, hanno mandato un messaggio per dire “No” al massacro in corso ai danni del popolo palestinese.
Un no spiegato anche in virtù del ruolo che i lavoratori della salute, il cui impegno è proprio quello universalistico e quanto mai più lontano dall’accettare ogni tipo violenza, fisica e psicologica.
Presenti molti operatori, dicevamo, e nutrito il numero di chi, singolarmente, ha aderito all’iniziativa attraverso la pubblicazione sui social di fotografie. A Campo di Marte – Cittadella della Salute – erano presenti anche la responsabile dell’unità operativa di psicologia Patrizia Fistesmaire, molti operatori e la responsabile della Zona distretto, la dottoressa Eluisa Lo Presti.
"La mia – dichiara – è una testimonianza personale di cittadina e di medico, un atto di forte solidarietà con il popolo palestinese perché è sotto gli occhi di tutti che siamo di fronte a un massacro inaccettabile e immotivato".
Tanta gente, dicevamo, con bandiere della pace, della Palestina e con i cartelli che recitano “Digiuno contro il genocidio a Gaza”.
A sostenere gli operatori in questa giornata di testimonianza civile, Ilaria Vietina, Luca Baccelli, Claudio Orsi, Francesco Battistini, Fabrizio Simonetti, Francesco Cecchetti, esponenti del centrosinistra lucchese e della Cgil, oltre ad esponenti dell’associazionismo.
A esprime la solidarietà in occasione della Giornata nazionale del digiuno, anche la giunta di Altopascio con la sindaca Sara D’Ambrosio che in un post sulla pagina Facebook scrive: "Prendere posizione è necessario, a volte può essere anche scomodo, addirittura rischioso ma occorre stare accanto a chi si mobilita per pretendere e costruire umanità, diritto, giustizia e pace".
Prosegue D’Ambrosio: "Abbiamo aderito come giunta comunale alla Giornata nazionale contro il genocidio a Gaza promossa da operatori e operatrici sanitari che ringrazio".
Toccante la dichiarazione del dottor Andrea Carobbi, direttore del dipartimento di chirurgia generale dell’ospedale San Luca dove anche lì, ieri, si è concentrata la testimonianza.
"Siamo qui per affermare la centralità dei valori umani in una guerra contro persone disarmate; la crudeltà del governo israeliano è insopportabile, è folle sparare contro i civili, affermando così che è del tutto normale crivellare di colpi bambini, donne, gente che non ha colpe; siamo di fronte a una ferocia inaudita e le dichiarazioni dei governi di voler difendere il popolo palestinese è ipocrita e vergognoso".
Carobbi racconta anche quando proprio lui, dal 2010 al 2019, si è recato a lavorare presso gli ospedali palestinesi: "Là dove io sono stato, di quello che ho visto non c’è più niente; sono stati distrutti i tre ospedali e qualcuno deve spiegarci che cosa c’entra la popolazione: non è una guerra, è un genocidio".