Al “Machiavelli“. Cerimonia con studenti, docenti e autorità

La sede scelta su input della Prefettura per riflettere sull’orrore delle foibe e sul triste calvario degli esuli.

Al “Machiavelli“. Cerimonia con studenti, docenti e autorità
Al “Machiavelli“. Cerimonia con studenti, docenti e autorità

Il “Giorno del Ricordo” è stato celebrato ieri onorando la legge istitutiva del 2004 e, su input della Prefettura, la sede prescelta per raccogliersi a riflettere sull’orrore delle foibe e sul triste calvario degli esuli istriani, dalmati e giuliani ha visto protagonista il liceo classico “N. Machiavelli”. Tante le testimonianze, a partire dalla dirigente scolastica Emiliana Pucci che ha ribadito l’importanza di raccontare per non dimenticare. Presente, narturalmente, anche il sindaco Mario Pardini che ha affermato quanto "iniziative tali, all’interno della scuola, servono ad acquisire nozioni affinché queste tristi vicende non si ripetano". Claudio Oliva dell’Ufficio Scolastico Provinciale ha così rimarcato che "il ricordo è possibile proprio grazie ai ragazzi" e la presenza di Paola Gatto della Consulta provinciale degli studenti ha esplicitato l’importanza di un momento così formativo, ringraziando i presenti.

La dottoressa Marianna Stio della Questura, il Capitano Marco Colella dei Carabinieri di Viareggio e il Tenente Gianmarco Vitale della Guardia di Finanza hanno evidenziato le figure dei tanti militari che, a costo delle loro vite, decisero di rimanere nel confine orientale per garantire la sicurezza della popolazione. Insieme a loro anche rappresentanti della capitaneria di porto, congiuntamente al comandante dei vigili del fuoco Calogero Daidone e all’ingegnere Caterina Mochi che, attraverso un excursus storico, a tratti commovente, ha raccontato grazie al reperimento di materiale di archivio, il valoroso intervento di recupero dei corpi gettati nelle foibe da parte del maresciallo dei vigili del fuoco Arnaldo Harzarich che operò a Pola negli anni dal 1943 al 1945. Anche la consigliera provinciale Ilaria Tarabella è intervenuta sottolineando come "una reale riconciliazione non abbia bisogno di alcuna strumentalizzazione".

Dare voce ai protagonisti di quella pagina buia della storia nazionale ed europea è anche ciò che ha animato il progetto “Memorie senza confine” degli studenti del “Pertini“ coordinati dal professor Paolo Battistini ispirato alla testimonianza della madre Argia Pasqualis costretta a lasciare Pola in seguito all’annessione alla Jugoslavia del territorio giuliano dalmata. "Perché - ha sottolineato la rappresentanza degli alunni presenti - quando una storia non viene raccontata è destinata a ripetersi". Il punto saliente della mattinata è stato indubbiamente rappresentato dalla testimonianza di Aligi Soldati (ne parliamo diffusamente a lato). Infine, il Prefetto Giusi Scaduto, rivolgendosi agli studenti, ha affermato come "le sfide che ogni epoca riserva all’umanità possono essere meglio affrontate grazie agli strumenti di resilienza e discernimento che acquisiamo attraverso le sofferenze di chi ci ha preceduto ai quali va la nostra commossa gratitudine".

Maurizio Guccione