Un’app per monitorare l’oasi blu Partecipazione popolare alla tutela

Il Parco delle Cinque Terre concorre al progetto europeo Life A-Mar Natura con 120 mila euro. Pescatori, diportisti, turisti e residenti chiamati alle interazioni per la salvaguardia ambientale

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Un gruppo di studenti. impegnati nel progetto di Citizen Science «Percorsi. nel blu» coordinati dalla professoressa Erika Mioni

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Metti un’app per la vigilanza popolare dell’area marina protetta delle Cinque Terre: dal pescatore al diportista, dal subacqueo al battelliere, dal tour operator al residente fino agli studenti.... tutti (potenzialmente) coinvolti nel ruolo di "vedette" per tutela dell’oasi blu, tra report sulla biodiversità e segnalazioni di criticità. Così il Parco Nazionale delle Cinque Terre apre alla cosiddetta a Citizen Science, la partecipazione di cittadini – in rete o in gruppi organizzati – nelle attività di raccolta di dati e produzione di informazioni, attraverso osservazioni, valutazioni, foto e video. Obiettivo: ampliare la consapevolezza personale e la conoscenza diffusa della risorsa mare, per la compartecipazione popolare alla sua salvaguardia.

Ad aprire le prospettive è Life A-Mar Natura 2000, un progetto finanziato dal Programma Life Environmental Governance & Information mirato a diffondere e promuovere la conoscenza dei siti marini della rete europea Natura 2000. In Italia sono oltre 288. Fra queste spicca, per dinamismo nelle azioni di salvaguardia, l’oasi blu delle Cinque Terre che contiene il sito Fondali Punta Mesco - Rio Maggiore (IT1344270), una Zona Speciale di Conservazione di 56 mila ettari. L’ente Parco concorre - con 120mila euro - al finanziamento delle attività insieme ai parchi nazionali dell’Asinara e dell’Arcipelago Toscano. "Partner del progetto - spiega la responsabile della comunicazione dello stesso Claudia Fachinetti per conto di Triton Reserch - sono Federparchi, Lipu, Triton Research e Fundacion Biodiversidad. Obiettivo perseguito: aumentare la sensibilità sulle buone pratiche di conservazione dei siti marini Natura 2000, meno conosciuti di quelli terrestri, stimolando una gestione più sostenibile delle attività umane coinvolgendo i principali stakeholders".

La app dedicata (in fase di modellazione) non è il solo strumento di azione. Il progetto - che fa perno sulla comunicazione, attraverso documentari, pannelli e brochure, si svilupperà attraverso una serie di eventi, compresa un’"itineranza" velica fra circa 20 siti italiani della rete, con attività di promozione ad ogni tappa. "Conoscere i siti marini Natura 2000 significa amarli e, quindi, tutelarli" dice Facchinetti.

Sul territorio, intanto, quanto a Citizen Science ormai collaudata è l’esperienza della rete di scuole del progetto "Percorsi nel blu" di cui è animatrice la biologa marina e docente Erika Mioni. Quest’anno sono coinvolti nelle operazioni 1.064 studenti appartenenti ad Isa 2 (fra cui gli studenti delle scuole di Riomaggiore) e agli istituti superiori Mazzini e Capellini-Sauro. Teatro delle campagne di monitoraggio sono i litorali costieri, dalle Cinque Terre a Marinella passando dal Golfo, con focus nei porticcioli turistici alla scoperta di specie aliene introdotte nel nostro mare per effetto del loro annidamento nelle carene delle navi impegnate in rotte transoceaniche.

Corrado Ricci