
Da sinistra Claudia Zanelli (moglie di Barontini), il sindaco di Liverpool, Claudio Barontini e la moglie del sindaco
Quattro giorni pieni di musica beatlesiana, incredibili, stupendi. A Liverpool. Sebbene, per il settantenne Claudio Barontini sia stato un vero e proprio tour de force, fatto di sei apparizioni e concerti in un venerdì/sabato. Il noto fotografo originario di Livorno, ma ormai da quarant’anni alla Spezia – dopo la sua esperienza negli anni Settanta, girando il mondo come bassista di Milva – è tornato a suonare e lo ha fatto insieme ai Got back again, band composta da Piero Ciantelli alla batteria, Alessandro De Fusco alla chitarra e Massimo Nota alla voce. I quattro hanno debuttato al Cavern club Live, grazie a Rolando Giambelli, fondatore e presidente dell’associazione ‘Beatlesiani d’Italia Associati’. "Abbiamo proposto due pezzi sul palco, diciamo ‘nuovo’, dove si sono esibiti tantissimi artisti di primo piano tra cui gli Oasis, ma soprattutto quel mitico concerto di Paul McCartney, David Gilmour e Ian Paice – spiega Barontini, di ritorno dal minitour inglese – . Poi siamo andati nel famoso Frawberry Fields nel quale abbiamo suonato per oltre 40 minuti. Dovevamo essere sul palco di ‘Imagine’, ma per via del tempo ci siamo esibiti al chiuso". Poi, altri tre pezzi nel favoloso Lipa, Institute for Performing Arts, istituto di istruzione superiore per le arti dello spettacolo, fondato da Paul McCartney e Mark Featherstone-Witty (aperto nel 1996), dopo il gruppo Giambelli and Friends nell’auditorium dedicato a George Harrison. Il giorno successivo nella mitica Penny Lane, un luogo importante dell’infanzia di John Lennon e Paul McCartney.
"Lì infatti, c’era il capolinea degli autobus, il barbiere descritto all’inizio della canzone dove McCartney andava col padre ed era il luogo in cui Lennon si divertiva con gli amici prima, e con le ragazze poi. Lì, in tarda mattina abbiamo suonato quasi un’ora prima in strada, sul terrazzino di Buongiorno Deli, accolti dal sindaco di Liverpool, Roy Gladden e consorte". Nel pomeriggio un altro concerto nel pub Penny Lane. "Favoloso. Infine, la sera di nuovo al Cavern Club, sul palco storico e simbolo dei Beatles dove abbiamo terminato, con grande emozione, l’esperienza inglese. Un’esperienza unica per tutto il gruppo, ma in particolare per me – conclude Barontini, ringraziando in special modo Giambelli, Ciantelli e Vanessa Barbato – dopo aver smesso di suonare 43 anni fa e che non avrei mai pensato di aprire questa parentesi"
Marco Magi