
La nomina del quinto assessore nella giunta arcolana a Arcola è ancora in sospeso, con possibili candidati e ipotesi sul tavolo. Dopo la rinuncia di Paolo Magliani, la situazione resta incerta, ma si prospetta una decisione imminente.
Ancora fumata nera per la nomina del quinto assessore nella giunta arcolana. Dopo la rinuncia di Paolo Magliani che ha rispedito al mittente, la sindaca Monica Paganini (nella foto), le deleghe che gli sarebbero state affidate – sicurezza sui luoghi di lavoro, sanità e comitati di quartiere –, la giunta è rimasta composta da quattro assessori: Gianluca Tinfena che ha anche il ruolo di vicesindaco, Sara Luciani, Camilla Monfroni e Massimiliano Nardi. Sembra sempre più probabile che il ruolo vacante possa essere ricoperto da Stefano Tabone, che in passato ha già amministrato nel Comune di Arcola. Decisione ancora rinviata e non avvenuta nel consiglio comunale di martedì sera, anche se voci vicine all’amministrazione danno per certo che sia questione di giorni. C’è anche l’ipotesi messa in campo dal rinunciatario Magliani, che le risorse da lui rifiutate, consistenti in 1.800 euro al mese, tale il compenso per un assessore, possano essere indirizzate a un fondo di sostegno per le famiglie in difficoltà. Tutto da vedere, ma di certo c’è che la nomina della giunta ad Arcola è stata lunga e difficile come non mai. Quello che è venuto dopo, ovvero una partita a tre tra Paolo Magliani, Enrico Vesco e Stefano Tabone per un posto da assessore, quindi la scelta di Magliani e la sua immediata rinuncia al ruolo, è stato la costituzione di un gruppo ’14 luglio’, formato dallo stesso Magliani e dalla collega di Rifondazione Chiara Dell’Amico, e la rinuncia a qualsiasi incarico anche da parte di Vesco che ha chiarito di non volere compiti assegnati in qualità di consigliere perché si muoverà e lavorerà in maniera autonoma e indipendente pur restando nella maggioranza consiliare.
C.G.