Riscatto della laurea. Ordinario o agevolato. Ecco quando conviene

E’ utile per aumentare gli anni di contributi, ma può essere molto costoso. La tendenza è farsi riconoscere solo piccoli periodi mancanti sull’anzianità.

Nel 2024 riscattare gli anni di studi universitari a fini pensionistici costa ancora di più per effetto dell’inflazione. La rivalutazione Istat dovrebbe aggirarsi anche per il riscatto della laurea sul 5,4%. Per il riscatto agevolato (meno oneroso, ma al quale corrisponde un trattamento economico inferiore), che nel 2023 si attestava a 5.776 euro per ogni anno di studio, si traduce quindi in un aggravio di 311 euro, in totale quasi 6.100 euro l’anno. Se dunque si riscattano nella modalità ‘light’ tutti e cinque gli anni di università, la cifra da versare sale dai 28.880 euro del 2023 a circa 30.500. L’importo totale può essere rateizzato fino a 120 rate, ma la cifra non è banale.

"Può accedere al riscatto agevolato della laurea – spiega Stefania Galli, direttrice provinciale Inca Cgil di Firenze – chi ha iniziato a studiare all’università e a lavorare dopo il 1996. In quel caso paga una cifra fissa, anziché in percentuale sul proprio reddito. Per il riscatto ordinario, invece, mediamente si paga quattro volte di più" (ma anche il beneficio economico sulla pensione sarà maggiore). Quindi, per ogni anno riscattato si spendono circa 24.400 euro, contro i 23mila del 2023, pari a 122mila euro in totale per riscattare una laurea quinquennale. "In tanti – aggiunge Galli – chiedono di fare il calcolo per il riscatto ordinario, senza agevolazioni, ma viste le cifre elevate da pagare, rinunciano tutti o quasi. Solitamente si riscattano sei mesi, un anno, o comunque il minimo indispensabile per accedere alla pensione".

Il riscatto della laurea conviene per anticipare il momento della pensione per chi sia dunque vicino al termine della carriera professionale. Anche se non tutti ci pensano è da valutare anche il riscatto della laurea appena si inizia a lavorare, visto che il costo del riscatto ordinario è proporzionale al reddito. L’operazione va intesa come una "forma di investimento sul proprio futuro pensionistico". Ma calcolare il beneficio sulla pensione non è oggi possibile, sottolinea l’esperta. I fattori che influiscono sono tantissimi, senza poi contare che le norme che riguardano l’accesso alle pensioni cambiano continuamente. L’Inps, però, mette a disposizione un simulatore che permette di conoscere gli effetti del riscatto del corso universitario di studi sulla futura pensione, riscatto che può aumentare sia l’anzianità contributiva necessaria per raggiungere un requisito pensionistico, sia il montante contributivo e quindi il valore della pensione.

Il servizio (all’indirizzo serviziweb2.inps.it/AS0207/SimCalPrePen/riscatto) è di libero accesso, in quanto non sono richieste credenziali Spid, Cie, Cns. I risultati della simulazione, si legge sul sito dell’istituto di previdenza, sono calcolati solo sulla base delle informazioni inserite in modo anonimo dal richiedente e devono essere considerati indicativi e orientativi. mo.pi.