Un polmone naturale sotto il mare. Duemila talee di posidonia oceanica alle Cinque Terre

Il progetto ’Green Sea’ di riforestazione della pianta importante per la conservazione della biodiversità. Prevista una fase di monitoraggio della durata di due anni

La presentazione del progetto ’Green Sea’ di riforestazione della Posidonia oceanica

La presentazione del progetto ’Green Sea’ di riforestazione della Posidonia oceanica

Cinque Terre (La Spezia), 13 giugno 2024 – E’ ancora più verde l’Area Marina Protetta delle Cinque Terre, grazie al nuovo progetto ‘Green Sea’ di riforestazione della Posidonia oceanica, pianta che si sviluppa in praterie sottomarine, dando vita ad ecosistemi che rivestono un ruolo ecologico importante per la conservazione della biodiversità, la produzione di ossigeno e la protezione dall’erosione costiera.

Il progetto (come anticipato da La Nazione nell’edizione di lunedì) si svilupperà nell’arco di tre anni nel sito di intervento individuato nella zona di Monterosso: è sostenuto da Fondazione Deutsche Bank Italia e realizzato dall’International School for scientific diving (Issd), in collaborazione con Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Genova (Distav). La tecnica di riforestazione è stata sviluppata dalla Issd e nasce dall’idea di utilizzare materiali e replicare metodi già impiegati con successo nell’ambiente terrestre, nel settore dell’ingegneria naturalistica. L’impianto prevede il posizionamento di geocompositi biodegradabili (biostuoie) costituiti da reti in fibra di cocco, su una superficie totale di 100 metri quadrati per ripristinare porzioni del posidonieto esistente.

Sulle reti verranno ancorate manualmente da personale qualificato (biologi Issd e Distav) circa 2.000 talee di Posidonia reperite tra quelle già scalzate a causa delle mareggiate o degli ancoraggi. Altro tassello importante sarà la fase di monitoraggio che avrà una durata di almeno due anni al fine di verificare il successo dell’intervento in termini di attecchimento e sopravvivenza delle piante.

"Ogni metro quadrato in più di Posidonia sul nostro fondale marino – dichiara Donatella Bianchi, presidente del Parco Cinque Terre – è una boccata di ossigeno, per la biodiversità ma anche per l’economia e lo sviluppo sostenibile". "L’Area Marina protetta delle Cinque Terre offre le condizioni ideali per questo intervento di riforestazione – sottolinea Monica Montefalcone, phd in Scienze del Mare – L’informazione storica sulla prateria di Posidonia presente a Monterosso al mare ha preso avvio a cavallo tra gli anni ‘80 e ’90, agli albori dell’istituzione dell’Area Protetta". "Siamo orgogliosi di portare avanti questo progetto – dichiara Stefano Acunto, direttore di Issd– la tecnica di riforestazione che prenderà avvio nelle prossime settimane è stata ideata da Issd e prevede azioni state già sperimentate con successo in Liguria, Toscana e Sardegna"