Porto Mirabello: sequestrato il Bar Yolo

I sigilli posti ieri mattina dai militari della Capitaneria di porto

I militari della Capitaneria di porto della Spezia intervenuti ieri mattina al porto Mirabello per mettere i sigilli al Bar Yolo
I militari della Capitaneria di porto della Spezia intervenuti ieri mattina al porto Mirabello per mettere i sigilli al Bar Yolo

La Spezia, 3 novembre 2023 – Chissà il clamore che avrebbe suscitato se il sequestro fosse avvenuto in piena estate, con decine di clienti seduti ai tavoli. Ieri mattina alle 10, quattro militari della Capitaneria di porto della Spezia si sono presentati per mettere i sigilli al Bar Yolo, nella piazza principale del porto Mirabello.

Uno dei locali più frequentati, il cui titolare è il noto commercialista spezzino Lorenzo Brunetto. A quell’ora stava piovendo e considerata la stagione non c’erano clienti, ma l’attività della Guardia costiera che ha eseguito la disposizione del giudice delle indagini preliminari Diana Brusacà, su richiesta del pubblico ministero Elisa Loris, non è comunque passata inosservata.

Il sequestro è scattato perché il locale sarebbe privo dell’autorizzazione ad esercitare attività su area demaniale, in base all’articolo 45 bis del codice della navigazione. Per questo i militari della Capitaneria di porto hanno apposto sulla porta il cartello del sequestro e delimitato tutti i tavoli all’aperto con il nastro bianco e rosso.

Immediata la reazione del titolare del Bar Yolo Lorenzo Brunetto, il quale ha subito incaricato il suo legale di fiducia Gabriele Costantini di presentare ricorso al collegio del tribunale per chiedere il dissequestro del locale.

Brunetto, ieri mattina, era presente davanti al suo bar dove sono stati apposti i sigilli, sostenendo di non avere bisogno di quell’autorizzazione.

«Io non sono il proprietario del locale – ha affermato - l’ho preso in affitto da chi ha acquisito il diritto di superficie, da terzi quindi e non dalla ITN, la società che gestisce il porto Mirabello. ITN aveva ceduto il diritto di superficie al proprietario, quindi io non devo chiedere niente. Non capisco questo accanimento nei miei confronti, ho sei dipendenti che ora devono restare a casa ma ho fiducia che la situazione venga chiarita in sede giudiziaria. Mi aspettavo anche un intervento dell’Autorità portuale, ma è risultata assente".

Massimo Benedetti