
Il commissario Federica Montaresi e l’assessore genovese Francesco Maresca
Il nome del prossimo presidente dell’Autorità portuale della Spezia uscirà dal cilindro del ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini. E diversamente non potrebbe essere, visto che la legge assegna questa competenza al suo dicastero. Ma anche volendo prescindere dalla postilla normativa che prevede un passaggio d’intesa con la Regione di riferimento, nel nostro caso con il neogovernatore Marco Bucci, è chiaro che la partita è tutta quanta diplomatica, e, vista l’omogeneità di colore politico lungo l’asse Roma-Genova, sostanzialmente interna allo schieramento di centrodestra.
Eppure, come spesso accade, la realtà potrebbe dimostrarsi, a conti fatti, più creativa del più articolato calcolo delle probabilità. Partiamo dalle certezze. Il primo dato con cui fare i conti è questo: la nomina al vertice di via del Molo è gemella, sullo scacchiere ligure, a quella per la scelta del numero uno di Palazzo San Giorgio. E così la logica che molti danno per scontata è quella di un effetto a cascata.
Se veramente la Lega punta a dettare la linea sulla Lanterna – con l’uscita di scena dell’amministratore delegato di Trenitalia Luigi Corradi, il nome che ricorre più insistentemente per la presidenza dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale è al momento quello del giovane sub commissario per la diga Carlo De Simone, numero due di Bucci e figura particolarmente gradita al viceministro Edoardo Rixi –, i meloniani potrebbero provare a piantare la bandierina nella corsa a Levante: e il candidato di Fratelli d’Italia per Spezia e Marina di Carrara sarebbe il genovese Francesco Maresca, attuale assessore al porto di Palazzo Tursi, da lunedì titolare anche della nuova delega alla blue economy.
Accordo fatto, dunque? Assolutamente no. Proprio ieri Bucci si è incontrato a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni e all’ordine del giorno c’era ovviamente anche la questione della governance dei due porti principali della Regione. Ma la giornata romana del governatore non poteva prescindere da un altro decisivo faccia a faccia: quello con il ministro alle Infrastrutture: un incontro per fare il punto – recita una nota del Mit – sul completamento delle opere strategiche.
Per la Lega, queste le indiscrezioni che trapelano tra gli addetti ai lavori, la partita dell’Authority spezzina è infatti tutto fuorché chiusa. Nomi, da quel fronte non ne sono usciti, ma tutti sanno che il viceministro Rixi, plenipotenziario del Carroccio in Liguria, ha molto apprezzato in questi mesi l’operato dell’ex segretaria di via del Molo, Federica Montaresi.
L’attuale commissario straordinario, che proviene dagli organici dell’Adsp e che non è in odore di militanza politica, in una recente intervista a La Nazione ha spiegato così le ragioni che l’hanno portata a presentare la propria candidatura spontanea: "In questa particolare fase storica, caratterizzata da sfide globali senza precedenti, le Autorità portuali devono essere guidate da persone che abbiano una conoscenza diretta della materia e dei procedimenti".
Frasi che fanno da contraltare a quelle di una recente nota stampa diffusa dall’organismo che raccoglie doganalisti, spedizionieri e agenti marittimi: Spezia non è una colonia, non vogliamo candidati catapultati sul territorio per convenienza politica. E proprio dalla base della community in queste ore sarebbe partita un’opzione alternativa a tutti gli schemi costruiti in lunghe settimane di consultazioni sotterranee. Un’opzione potenzialmente in grado di sparigliare le carte. È quella di Salvatore Avena, manager di La Spezia Port Service, segretario delle associazioni del porto ed ex assessore comunale: per i sostenitori, figura di consolidata esperienza, anche amministrativa.