REDAZIONE LA SPEZIA

L’Adorazione arriva al Lia

Il capolavoro di Cambiaso, in prestito da Bologna, sarà svelato il 13 dicembre

Il direttore del Museo Lia della Spezia,Andrea Marmori

Il direttore del Museo Lia della Spezia,Andrea Marmori

Mentre prosegue al Museo Lia la mostra ‘L’arte di viaggiare. L’Italia e il Grand Tour’ – prorogata al 12 gennaio, sarà svelato venerdì 13 dicembre, alle 17, ‘L’Adorazione dei pastori’, capolavoro di Luca Cambiaso. "La proroga della mostra – afferma il sindaco Pierluigi Peracchini – è la conferma di un grande successo culturale per la nostra città. Con l’arrivo dell’opera di Luca Cambiaso, il museo si arricchisce di un capolavoro di straordinaria importanza, che celebra il Natale con un’opera di intensa spiritualità e bellezza, con un forte significato".

L’esposizione della monumentale e splendida tela, conservata alla Pinacoteca Nazionale di Bologna che, eccezionalmente, l’ha concessa in prestito al museo spezzino, sarà un’occasione di approfondimento anche grazie all’esposizione concomitante di un disegno che pare del tutto collegato alla tela bolognese, proveniente da una collezione privata. "Questa sarà un’importante opportunità di confronto tra il disegno, nella cui sintesi di segno è già tutta l’idea compositiva, e la tela conseguente, realizzata, come è noto, presumibilmente negli anni 1565-1570 per la cappella Casali in San Domenico di Bologna da parte del maestro ligure di indiscussa fama – spiega il curatore Andrea Marmori – . La fortuna locale di questo rilevante testo figurativo, peraltro, è stata la causa della replica del dipinto stesso, come ben dimostra l’analogo testo concepito ugualmente nel corso del XVI secolo, parimenti conservato alla Pinacoteca Nazionale di Bologna. Il prezioso disegno, che eccezionalmente, dopo quasi cinquecento anni, viene riunito alla grande tela, introduce alla complessa questione della grafica composta da Cambiaso e dalla sua bottega. Il gruppo dei disegni di Luca Cambiaso, o a lui imputati, pur spesso corredati di firma, introducono l’ampia questione dell’autografia dei fogli riferiti o riferibili al maestro genovese. In effetti la produzione risulta tanto copiosa per quelle agilità di scrittura e velocità di esecuzione che il maestro metteva in atto con incredibile estro, così che dai prototipi, di cui peraltro esistono numerose varianti, derivava un numero infinito di repliche, autografe, e di copie prodotte all’interno della bottega, e non solo". Info: 0187 727220 e [email protected].

Marco Magi