REDAZIONE LA SPEZIA

"Il mio distributore lordato da condom e urina"

Profilattici, bottiglie e un acre odore di urina. Questo lo scenario che da oltre vent’anni Paolo Garibbo, titolare del distributore Tamoil di viale XXV aprile, si ritrova davanti ogni mattina, quando apre la sua attività. Quel distributore di carburante, il signor Garibbo purtroppo lo sa fin troppo bene, a Sarzana è uno dei principali punti di ritrovo per le trans dedite all’attività di prostituzione. Così a pochi giorni dallo choc del duplice omicidio – quello di Nevila Pjetri e di Camilla (all’anagrafe Carlo Bertolotti) – e all’indomani dell’ordinanza anti prostituzione sottoscritta dal primo cittadino Cristina Ponzanelli, Garibbo ha deciso di raccontarci la realtà con la quale si trova costretto a convivere da troppo tempo. "Denuncio il problema della prostituzione, dello spaccio e della scarsa sicurezza in questa zona da moltissimi anni e mi fa specie che ci siano voluti due morti ammazzati prima di intervenire".

Un’ordinanza, non certo la prima, in vigore da oggi e sino al 10 ottobre estesa a sette vie sarzanesi, tra cui il vialone di Marinella, che prevede sanzioni amministrative da un minimo di 300 a un massimo di 500 euro sia per le offerenti che per i clienti. Un provvedimento in extremis che il titolare della Tamoil non stenta a definire insufficiente. "Sono 3 o 4 trans di origine brasiliana – ha proseguito Paolo Garibbo – e arrivano qui intorno alle 21 ogni giorno. All’inizio ci si può anche scambiare due parole, ma dopo qualche ora, in preda ai fumi dell’alcool e degli stupefacenti, diventano violenti". Il signor Garibbo che vive a Sarzana da 45 anni ha la memoria lunga e ricorda bene quando la stessa Tamoil spese una fortuna (12 mila euro al mese) per schierare vigilanti nelle ore notturne. Un contratto durato due mesi, poi terminato. Immediatamente dopo, la situazione era tornata uguale a prima. E uguale a oggi. Insostenibile. "Da vent’anni devo pagare la pulizia dell’area dai loro rifiuti e dai loro escrementi – ha continuato Garibbo – e questo è già un danno economico. In più nelle ore notturne il mio distributore è da considerare fuori servizio. Chi si fermerebbe a fare benzina, se non un cliente, in un distributore presidiato da trans?". L’ultimo sfogo il titolare del distributore lo rivolge alle istituzioni: "Anni fa ero andato a parlare con il sindaco Cavarra descrivendogli la mia situazione e lui mi rispose che mi aveva nel cuore, ma che aveva le mani legate e non poteva farci nulla. Pensavo che con la Ponzanelli ci sarebbe stata una svolta, ma non appena insediatasi si è presentata qui, ripetendomi lo stesso copione. Ora l’ordinanza. Ma non sono fiducioso".

Elena Sacchelli