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Esposito, una famiglia nel pallone: "Vorrei restare a lungo a Spezia"

Salvatore parla a ruota libera del forte legame con i suoi genitori e dei fratelli-colleghi Pio e Sebastiano

L’aquilotto. Salvatore Esposito arrivato con la squadra in serie A e rimasto dopo la retrocessione

L’aquilotto. Salvatore Esposito arrivato con la squadra in serie A e rimasto dopo la retrocessione

"Vorrei restare a lungo a Spezia, sarò sempre riconoscente a questa città". È un Salvatore Esposito a tutto tondo quello che si racconta a La Nazione: famiglia, ambizioni, passioni, la musica di Gigi D’Alessio e Geolier.

Esposito, è un momento magico per lei e suo fratello Pio: nella sua bacheca il trofeo MVP della Serie BKT come miglior giocatore del mese di settembre, Pio premiato come miglior giocatore della cadetteria per lo scorso campionato. "Per me e la mia famiglia è un momento bellissimo. Questi riconoscimenti ci spingono a lavorare ancora più duramente per fare in modo che queste situazioni felici durino il più a lungo possibile".

Una famiglia, la sua, cresciuta con il mito del football.

Suo padre, ex giocatore e allenatore della Juve Stabia, vi ha trasmesso la passione?

"Siamo nati tutti e tre con il pallone tra i piedi, da piccoli passavamo tutti i giorni a giocare a calcio. Nostro padre, a dire il vero, non ci ha mai spinto a questo sport. Anzi, è sempre stato molto discreto, quando eravamo piccoli veniva poco a vedere le nostre partite, non è mai stato invadente nel nostro percorso calcistico. I nostri genitori ci hanno lasciato sempre liberi di fare ciò che ci piaceva. Sono entrambi molto orgogliosi di noi, e noi lo siamo di loro perché si sono annullati per darci un futuro. Saremo sempre grati a mia mamma Flavia e a mio papà Agostino per ciò che ci hanno dato, le soddisfazioni attuali vanno prima a loro e poi a noi".

I suoi genitori vengono a vedere le vostre partite?

"Ora di più rispetto al passato. Nello scorso campionato sono venuti un po’ meno perché le cose non andavano bene e non era piacevole per loro visto che eravamo un po’ bersagliati dalle critiche. Anche mia sorella Anna Maria, insegnante di scuola elementare, quando può ci segue dal vivo".

Un aggettivo che identifica lei, Pio e Sebastiano?

"Io estroso, Sebastiano fantasioso, Pio letale".

Chi è il più serioso dei tre?

"Pio, mentre io e Sebastiano siamo più estroversi".

E il più coccolato?

"Senza dubbio Pio, mamma lo vede ancora come il più piccolo, anche se ormai è diventato quello più grosso".

Lei è protettivo?

"Molto. Nello scorso campionato ho sofferto molto quando Pio era oggetto delle critiche".

La sua crescita nel rendimento è evidente, quanto c’è di D’Angelo in tutto questo?

"La sua analisi è giusta, credo che ci sia tantissimo del mister che voglio ringraziare pubblicamente. Il tecnico mi fa sentire la sua fiducia tutti i giorni, mi apprezza come persona e giocatore. Mi vuole bene, mi fa stare tranquillo, gli devo veramente tanto perché mi sento cresciuto a livello caratteriale, ora sono più riflessivo".

Dopo due anni si è affezionato alla città, agli spezzini e allo Spezia?

"Arrivai in Serie A, la retrocessione del 2023 mi spinge a voler restituire qualcosa alla gente. A Spezia mi sono sempre trovato bene, anche nei momenti difficili quando la gente mi criticava. Ora con la città c’è un rapporto splendido, è bellissimo camminiare in centro e fermarsi con le persone. Sarò sempre riconoscente a Spezia: qui ho giocato in Serie A e ho segnato il mio primo gol in massima serie. Confesso che mi piacerebbe restare qui a lungo perché si sta veramente bene".

Palermo un incidente di percorso?

"È impossibile non perdere mai in Serie B. Il nostro obiettivo resta quello della salvezza, una volta che l’avremo conseguita ragioneremo di partita in partita. Dobbiamo portare avanti questo clima di coesione".

Domenica il match con il Cittadella: a un anno di distanza destini capovolti.

"Ciò ci deve fare capire che la Serie B è difficile, è un attimo passare dagli altari alle polveri. Contro i veneti metteremo in campo grinta e forza per riscattare la sconfitta di Palermo".

Fabio Bernardini