
Sala slot in un bar chiusa dal Comune, il Tar Toscana non accoglie la richiesta di sospensiva della titolare dell’esercizio commerciale
GROSSETOIl Tar Toscana conferma lo stop a uno spazio adibito a sala slot, presente all’interno di un bar di Grosseto. E’ quanto stabilito da un’ordinanza che respinge la richiesta cautelare da parte della titolare dell’attività commerciale contro un provvedimento del Comune, per sospendere l’efficacia di quel provvedimento. Quest’ultimo è stato disposto per presunta violazione delle norme sulle distanze dai luoghi sensibili. La titolare del bar, dopo l’ordinanza del Comune, aveva chiesto una misura cautelare urgente (monocratica) per sospendere l’efficacia del provvedimento, temendo danni economici e di reputazione, associati ad un’ipotizzabile perdita della clientela e al rischio di decadenza o cancellazione dall’elenco Ries (Registro per esercenti che gestiscono apparecchi da gioco), il cui termine di rinnovo è tra 1° novembre e 20 gennaio. Il Tar Toscana ha tuttavia respinto l’istanza cautelare, ritenendo "che non emergono danni irreparabili nel breve periodo", considerato che l’attività principale di somministrazione alimenti "può proseguire e la decisione collegiale è prevista prima della scadenza per il rinnovo del Ries. Pertanto il bilanciamento degli interessi (impresa verso tutela della salute pubblica) non giustifica l’accoglimento urgente". Di conseguenza la causa sarà discussa in camera di consiglio il 18 settembre 2025. Il caso di Grosseto si inserisce infatti in un quadro normativo complesso. In Toscana, così come in altre regioni italiane, le leggi stabiliscono distanze minime obbligatorie tra le slot (o i punti di installazione degli apparecchi di giochi) e i cosiddetti luoghi ’sensibili’ tipo scuole, chiese, centri sportivi e luoghi di aggregazione giovanile. A Grosseto la ’famigerata’ sala slot era appunto ad una distanza non consona ad una scuola. L’obiettivo della normativa è quello infatti di limitare l’accesso indiscriminato al gioco e ridurre il rischio di dipendenze patologiche. Proprio su questo punto i giudici hanno dato maggiore peso alla tutela della salute pubblica rispetto agli interessi economici del singolo esercente. Tutto nacque nell’ottobre 2016, quando è entrata in vigore l’ordinanza 98 del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna che restrinse la fascia oraria (16-20) la possibilità per bar, tabaccherie e sale giochi di far funzionare le slot machine. Ciò significa che bar e tabaccherie che hanno le macchinette dovranno tenerle spente per tutta la mattinata e per metà pomeriggio. L’ordinanza nacque, nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale, dalla volontà di mettere un argine a comportamenti patologici verso il gioco d’azzardo, la cosiddetta "ludopatia" che ha effetti simili a quelli della dipendenza da droghe o da alcol.