
L’opposizione: "Chiusa da due anni, mutuo da 672mila euro e lavori fermi. La struttura è ormai il simbolo del fallimento amministrativo della giunta".
Piscina comunale: due anni di chiusura, mutuo da 672 mila euro e lavori ancora fermi: da ’Noi, per Gavorrano!’ piomba l’interrogazione in Consiglio. "La vicenda della piscina comunale di Bagno di Gavorrano è ormai il simbolo del fallimento amministrativo della giunta guidata dal sindaco, Stefania Ulivieri, e dall’assessore ai Lavori pubblici, Daniele Tonini" dicono dall’opposizione.
"La piscina è chiusa dall’ottobre 2023. All’epoca il sindaco dichiarò che la chiusura sarebbe durata solo per la stagione 2023/2024. Oggi, dopo due stagioni sportive saltate, è evidente che la struttura non potrà essere utilizzata anche per il 2025/2026, con cittadini e associazioni private da quasi due anni di un servizio di notevole importanza".
Dall’opposizione arrivano poi pesanti accuse sulla gestione del finanziamento e della assegnazione dei lavori. "La gara di appalto è stata pubblicata soltanto nel febbraio 2025, con un importo a base di gara di 507.730,71 euro iva esclusa – dicono dall’opposizione –. La gara si è chiusa, ad aprile 2025, con l’aggiudicazione a una ditta che ha offerto un ribasso del 19,78 per cento, per un importo finale di 411.631,16 euro oltre iva. In sintesi: a fronte di una spesa stimata di oltre 670mila euro e di un mutuo acceso di 672.568,60 euro, il costo effettivo dei lavori sarà presumibilmente inferiore a 500mila euro. Un divario enorme, che dimostra approssimazione e scarsa trasparenza". "Nonostante ciò – chiudono da ’Noi per Gavorrano’! chiudono –, a oggi i lavori non sono ancora iniziati e l’area continua a cadere nel degrado e nell’abbandono, con un danno evidente all’immagine del Comune e alla qualità della vita. Per questi motivi, abbiamo presentato una interrogazione consiliare, con prima firmataria la consigliera Chiara Vitagliano, per chiedere chiarimenti sui ritardi accumulati, sui tempi reali di riapertura dell’impianto e soprattutto sulla gestione delle risorse pubbliche: perché sono state sovradimensionate del 50 per cento circa le stime, perché il mutuo è superiore a 670mila euro e perché, a distanza di diciotto mesi, i lavori non sono nemmeno partiti."
Roberto Pieralli