CRISTINA RUFINI
Cronaca

Picchi di caldo torrido. Pronto soccorso, accessi salgono a più 500

Il direttore Breggia: "Tra il primo giugno e il primo luglio e lo stesso periodo dello scorso anno. In un mese 7.200 pazienti, quasi il 30% sono over 65".

Il direttore Breggia: "Tra il primo giugno e il primo luglio e lo stesso periodo dello scorso anno. In un mese 7.200 pazienti, quasi il 30% sono over 65".

Il direttore Breggia: "Tra il primo giugno e il primo luglio e lo stesso periodo dello scorso anno. In un mese 7.200 pazienti, quasi il 30% sono over 65".

GROSSETO

Dal primo giugno al primo luglio 7.200 accessi, 500 in più circa dello stesso periodo del 2024. Una media di 225 pazienti trattati al giorno con picchi di 300. Numeri che rendono il pronto soccorso dell’ospedale Misericordia di Grosseto il più affollato di tutta l’Azienda sanitaria Toscana sud est. Con notevole incremento nel periodo estivo. Quando anche un altro pronto soccorso, quello di Orbetello passa dai 50 pazienti in media giornalieri ai cento circa. Ne parliamo con il direttore del Dea pronto soccorso del Misericordia di Grosseto, che da due anni è anche il direttore di tutta l’ area emergenza urgenza dell’Azienda sanitaria Toscana sud est, Mauro Breggia (foto).

Dottor Breggia, quali le fasce di età più ‘ricorrenti’, nel periodo preso in esame?

"Gli over 65 sono praticamente il trenta per cento, di cui il 18% over 75. Sono certo le età più delicate, insieme al 21% di bambini e ragazzini in età pediatrica, cioè coloro che fino ai 16 anni di età vengono trattati dal pronto soccorso pediatrico".

Quali le patologie più ricorrenti legate a questa ondata di calore?

"Al di là dell’aumento fisiologico delle traumatiche, più o meno gravi, dovuto all’incremento degli incidenti, sicuramente troviamo i cosiddetti colpi di calore (sei i casi più rilevanti riscontrati nel periodo esaminato), le coliche renali dovute alla disidratazione, spesso non rilevata negli anziani, nei quali la sensazione di sete dovuta alla sofferenza da carenza di acqua è molto limitata, il che porta al fenomeno della disidratazione. Fenomeno in misura minore riscontrato anche nei bambini. E poi ci sono le gastroenteriti e gli scompensi, soprattutto in chi soffre di patologie cardiache".

Quali consigli si sente dare per riuderre al minimo i rischi?

"Purtroppo dobbiamo imparare, nostro malgrado, a fare i conti con il fenomeno della tropicalizzazione in atto e comportarsi di conseguenza: quindi, soprattutto per gli anziani e chi soffre di patologie non stare in luoghi assolati dalle 10.30/11 alle 18 almeno, anche se nei giorni appena trascorsi fino alle 19/20 sono state registrate temperature ben oltre i 30 gradi. Non andare in bici in questi orari o fare attività sportiva. Indossare indumenti leggeri, se possibile chiari e di materiali traspiranti. Proteggersi con il cappello. Per la dieta, mangiare poco e spesso, tanta frutta e verdura fresche, carne bianca e pesce, soprattutto non piatti elaborati con salse e non piccanti. Sconsigliati i dolci con creme e bere molta acqua. Evitare il più possibile il vino"

Come riuscite a smaltire un numero così elevato di accessi?

"E’ impegnativo, nel periodo estivo abbiamo un infermiere in più in servizio, l’80% degli accessi riusciamo a trattarli e poi rinviarli a casa, un dieci per cento va in ricovero e un altro 10% viene liberato subito. Un lavoro importante e impegnativo, per questo voglio ringraziare tutti i colleghi medici, gli infermieri e gli Oss per il puntuale e professionale lavoro che svolgono".

Cristina Rufini