OLGA MUGNAINI
Cultura e spettacoli

"La solitudine degli angeli", Giuliano Macca a Firenze

L'artista siciliano espone alla Galletria Etra Studio Tommasi con la curatela di Vittorio Sgarbi

Mostra

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Firenze, 25 settembre 2020 - S’intitola "La solitudine degli angeli" la mostra del giovane artista siciliano Giuliano Macca che, con la curatela di Vittorio Sgarbi, si è inaugurata venerdì 25 settembre nella galleria Etra Studio Tommasi di via della Pergola 57 a Firenze. La mostra poi proseguirà fino al 31 ottobre prossimo e sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19, con ingresso libero.

La galleria di Francesca Sacchi Tommasi questa volta ospita la mostra di un artista la cui pittura fa chiaramente riferimento a momenti intimi dell'umana esistenza, ma che si stende sulla tela secondo canoni artistici fuori da ogni regola.

Come scrive Vittorio Sgarbi nel saggio che apre il catalogo annesso alla mostra, gli angeli «non sappiamo come siano, che volto abbiano, ma li ritroviamo oggi nelle allucinazioni di Giuliano Macca. Corpi che sembrano muoversi fra le nuvole, plasmati come le statue severe del Tempio  di Egina, nitide e semplici, corpi innocenti e sguardi colpevoli. Macca sembra inseguire in quei volti l’ombra del peccato. La consapevolezza dell’innocenza perduta. Gli angeli sono sempre sul punto di scomparire. La nostalgia della forma chiede alibi, finzioni. Si tratta della conferma di una pittura sfigurativa, per una legge del contrappasso negli artisti migliori, più dotati».

Amante della «Maniera fiorentina», soprattutto di Pontormo e Rosso Fiorentino, Giuliano Macca ammette di essere sempre stato fortemente affascinato dal ritratto: «In particolare da quegli artisti che hanno messo la psiche all’interno dello sguardo, anche centinaia di anni fa; insieme ai ritratti, mi sento attratto dagli abbracci, soprattutto quelli disegnati a penna. Mi piace immaginare quelle migliaia di linee che alla fine vanno a formare una sola cosa. In questo momento queste opere le sento come un’esigenza, tutte legate a un tema a me molto caro, insieme a quello dei baci e dei ritratti. Ecco, nella mia mostra di Firenze ci sarà tutto questo ed è perciò che la considero l’appuntamento espositivo più importante della mia carriera e ringrazio Francesca Sacchi Tommasi per la grade opportunità».

Tra la trentina di opere previste - di dimensioni che oscillano da 30x40 cm fino a 150x200cm - alcune sono olii su tela, le altre invece sono fogli di carta dove l’artista ha disegnato con la penna Bic e poi aggiunto delle velature a olio. In questo secondo caso si tratta di una novità assoluta, perché l’artista non ha mai presentato in pubblico le sue opere realizzate con questa tecnica mista; tutte le opere saranno in mostra nella galleria che occupa gli spazi dove poco meno di 500 anni fa Benvenuto Cellini concepì e realizzò il suo Perseo che oggi si ammira nella Loggia dei Lanzi in piazza Signoria a Firenze. 

La maggior parte delle opere che Giuliano Macca propone nella mostra fiorentina - che gode del sostegno di Moncada Soc. Agr. Coop. O.P. - sono state concepite a cavallo tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, ma realizzate durante i mesi di chiusura forzata causa Covid.