ANDREA SETTEFONTI
Cronaca

Vigneti rovinati da vento e grandine: "Decine di ettari andati in fumo"

La disperazione dei viticoltori: "Il maltempo ha distrutto il 30% dei grappoli quasi pronti per la maturazione"

Andrea Bussotti, viticoltore di Greve in Chianti

Andrea Bussotti, viticoltore di Greve in Chianti

Dopo il violento temporale di domenica, si inizia guardare ai danni che grandine, pioggia e vento hanno provocato a vigneti e oliveti di Chianti, Greve in particolare, e Valdelsa oltre che di zone confinanti come quella di San Gimignano dove si produce Vernaccia. Il settore vitinicolo è quello che registra le preoccupazioni maggiori. La grandine si è abbattuta sulle vigne nel momento cruciale dell’invaiatura, la fase in cui gli acini iniziano a cambiare colore. A questo si sono sommati pioggia battente, raffiche di vento impetuose e fulmini che hanno aggravato una situazione già precaria dopo settimane di caldo soffocante.

A fornire un primo quadro della situazione è Coldiretti che ha raccolto le segnalazioni che arrivano dai territori. L’impatto della grandine è visibile ad occhio nudo. I chicchi di ghiaccio hanno colpito i grappoli e hanno spaccato gli acini e troncato i rami. Le ferite aperte sulla buccia e sui tralci rischiano ora di aprire la strada a molte malattie come la botrite e la peronospora. Non è ancora facile una ricognizione precisa degli ettari di vigne interessati, ma la sensazione, dice Coldiretti, è che siano decine e decine in un’areale molto esteso specializzato nella produzione di vini pregiati come il Chianti Classico e la Vernaccia di San Gimignano ma anche per la produzione di olio. Come spiega Andrea Bussotti, viticoltore di Greve in Chianti, "due ettari e mezzo di vigneti sono completamente andati persi. La grandinata di domenica è stata il colpo di grazia dopo quella dello scorso giovedì". Nella zona della Valdelsa sono diverse le aziende che provano a fare un primo bilancio.

"La grandine ha lacerato e distrutto il 20-30% dei grappoli quasi pronti per iniziare la maturazione", spiega Gianluca Gasparri, imprenditore e vice presidente provinciale di Coldiretti. "I cambiamenti climatici mettono sempre più a rischio i nostri raccolti". Ma la grandine non viene mai da sola. Domenica potenti raffiche di vento, miste a pioggia che in Valdelsa hanno raggiunto anche oltre 80 millimetri in 24 ore, hanno scoperchiato diverse coperture, abbattuto alberi e creato tantissimi disagi alle comunità.

In un’azienda a Cusona, sul confine tra i comune di San Gimignano e quello di Barberino Tavarnelle, la tempesta ha strappato via 800 metri di tetto da un magazzino. "I danni ai vigneti sono pesanti. Parliamo di decine e decine di ettari di coltivazioni completamente rovinati. La pioggia, tantissima caduta in poco tempo, si è schiantata sulla terra secca e appena lavorata favorendone l’erosione", spiega la presidente regionale Coldiretti, Letizia Cesani. "In questa fase della stagione la grandine è l’evento meteo potenzialmente più distruttivo per le colture in campo aperto. L’agricoltura è il settore più esposto alle conseguenze del surriscaldamento che sta mettendo in pericolo la competitività del settore e la nostra sicurezza alimentare".

Andrea Settefonti