Via Mariti, dopo il crollo nasce ‘16 febbraio’: "Ora un parco intitolato alle vittime"

Gli abitanti di Ponte di Mezzo uniscono le forze per far sentire la loro voce: "Qui mancano spazi per i giovani". L’assemblea sta già programmando varie iniziative: la prima il 16 marzo

Firenze, 29 febbraio 2024 – Un parco pubblico intitolato ai cinque operai morti. E’ la proposta che arriva dalla neonata "16 Febbraio", l’assemblea formata da abitanti e commercianti della zona di Ponte di Mezzo all’indomani della strage operaia nel cantiere di via Mariti, tanto che ha scelto come nome proprio il giorno del crollo.

Tanti abitanti del quartiere hanno lasciato mazzi di fiori al cantiere della strage
Tanti abitanti del quartiere hanno lasciato mazzi di fiori al cantiere della strage

"L’assemblea è la voce che viene dal quartiere. E viene da lontano perché da anni chiediamo un’area verde nell’ex Panificio Militare visto che tutta la zona, tra Rifredi e Novoli, è diventata una colata di cemento" spiegano dall’associazione che al momento conta oltre 70 persone. "Oggi, alla luce della tragedia, anzi dell’omicidio, che ha messo in evidenza tutti i difetti del sistema-lavoro del nostro Paese, non vogliamo rimanere in silenzio davanti alle morti sul lavoro prodotte da speculazione e sete di profitto. E ci sembra ancora più importante che quell’area diventi verde pubblico e non l’ennesimo centro commerciale, a memoria per le future generazioni. Poi, guardando al futuro, speriamo di vedere presto alberi e panchine al posto di quelle gru e di quei blocchi di cemento che oggi fanno tanta paura a chi passa vicino al cantiere" spiegano dall’assemblea che ancora non ha un portavoce di riferimento.

"Ci stiamo organizzando, tutto è nato spontaneamente durante la fiaccolata del 18 febbraio scorso, davanti al cantiere. L’assemblea è aperta a tutti ma non deve essere strumentalizzata per fini politici o sindacali" precisano i membri che si sono già dati appuntamento per domenica 3 marzo (ore 18) in piazza Dalmazia per definire le prossime iniziative di preparazione in vista della grande manifestazione del prossimo 23 marzo. Nel mezzo, un’altra data importante: il 16 marzo. A un mese esatto dal crollo, l’associazione promuoverà un presidio davanti al cantiere e in quell’occasione inizierà la raccolta firme per il parco pubblico.

"Nel progetto di Esselunga erano presenti spazi verdi ma marginali, giusto per rispettare le percentuali previste dalle norme urbanistiche quando si costruiscono nuovi edifici. Noi chiediamo un vero parco, un’area accessibile e fruibile da tutti" dicono ricordando che nel quartiere il verde è quasi un miraggio. "I grandi alberi lungo via Ponte di Mezzo sono stati tagliati per permettere il passaggio e le manovre dei mezzi pesanti funzionali al cantiere. Nella zona, poi, ci sono una piccola area lungo via Mariti prima del sottopasso ferroviario e un’altra a ridosso della fermata della tramvia. Ma non possono certo essere chiamati parchi" sostengono ancora i promotori dell’assemblea.

"Un nuovo centro commerciale a chi serve? Davvero porterebbe nuovi posti di lavoro? Noi pensiamo che questa zona sia già satura e che le priorità siano altre" sostengono, snocciolando le prime idee. "Aree giochi per bambini, un campo da calcetto o da pallavolo. Ma anche una sala studio o una biblioteca visto che l’unica era quella autogestita dai ragazzi di via Corsica, poi sgomberati con tecniche paramilitari. E bene, infatti, ricordare che questo quartiere in continua edificazione non prevede spazi per i giovani" concl ude l’assemblea "16 Febbraio".

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