Un ritardo fatale nell’operazione: "Quel tumore andava tolto subito". Medici condannati

Gli specialisti della neurochirurgia di Careggi nel 2018 non avrebbero valutato adeguatamente le condizioni di una donna di 54 anni che si era presentata a Torregalli in condizioni preoccupanti

Una sala operatoria (foto Ansa)

Una sala operatoria (foto Ansa)

Firenze, 1 dicembre 2023 – Il ritardo nel trasferimento dall’ospedale di Torregalli alla neuroch irurgia di Careggi per un’operazione sarebbe stato fatale per una malata di tumore alla testa. A questa conclusione è giunto anche il tribunale di Firenze, che ha condannato a sei mesi (pena sospesa) alcuni sanitari che ebbero in cura Antonella Landi, 54 anni, fiorentina, morta per le conseguenze di un meningioma frontale: si tratta del direttore, all’epoca dei fatti, della neurochirurgia di Careggi, e di due medici dello stesso reparto.

Il tribunale (giudice dottoressa Valotta) ha inoltre riconosciuto alla madre della Landi, costituita parte civile con l’avvocato Massimiliano Manzo, una provvisionale di 150mila euro. Per gli altri parenti della donna, è stato incardinato un procedimento in sede civile. Fondamentale è stata la perizia medico legale, firmata dai medici Sabino Pelosi e Elio Torcia, che ha attribuito alla condotta negligente dei neurochirurghi quale "causa delle lesioni cerebrali profonde e irreversibili alla signora Landi".

Diversamente, ha stabilito ancora la perizia, se l’intervento fosse avvenuto subito, dopo l’arrivo nel primo ospedale della paziente, "l’asportazione di quel meningioma in sede frontale destra, fosse stato eseguito il 15 maggio, il 16 maggio, il 17 maggio o ancora la mattina del 18 maggio, avrebbe avuto esiti del del tutto differenti, con risparmio delle funzioni cerebrali superiori". Invece l’operazione si fece "solo" il 21 maggio. La donna morirà nell’ottobre del 2020, senza però mai svegliarsi dal coma.

I fatti. Antonella Landi si presentò a Torregalli la mattina del 15 maggio 2018 con fortissimi dolori. La donna rimase ricoverata al Dea di Torregalli e lì la sua situazione precipitò. Il 18 maggio arrivò in coma a Careggi e l’intervento venne disposto per il 21. Per l’accusa, sostenuta dal pm Gianni Tei, "dal 15 giugno rimase priva della miglior assistenza esigibile". A processo, oltre all’ex direttore della neurochirurgia, erano finiti i medici di Careggi che il 15 e il 16 maggio ebbero un teleconsulto con Torregalli.

“Dopo un processo molto complesso, siamo contenti che si sia arrivati ad una sentenza di condanna. Nessuno restituirà mai Antonella alla famiglia che la amava, ma almeno è’ stata fatta giustizia", commenta l’avvocato Manzo. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanne fino a un anno e mezzo.

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