Poc È scontro sul consumo di suolo. Residenze e attività: braccio di ferro

L’opposizione contro la giunta durante l’esame. Polemiche anche per il mancato censimento delle case sfitte .

Poc È scontro sul consumo di suolo. Residenze e attività: braccio di ferro

Poc È scontro sul consumo di suolo. Residenze e attività: braccio di ferro

E’ stato il terreno dell’ultima tenzone tra giunta e opposizioni il Piano Operativo Comunale di Borgo San Lorenzo, arrivato in Consiglio comunale per le controdeduzioni alle osservazioni al POC presentate da cittadini ed enti. In tutto 161 osservazioni presentate, di cui 150 da singoli cittadini. Ed esaminate in nove mesi, con otto sedute di commissioni consiliari. Da una parte il sindaco e la maggioranza, che hanno evidenziato il valore dell’atto per il futuro di Borgo San Lorenzo. Dall’altro le minoranze che hanno contestato alcune scelte e la metodologia adottata. Uno dei temi più dibattuti è stato quello del consumo di suolo, per l’edificazione di residenze e insediamenti produttivi. Sempre troppo, per la sinistra di "Borgo in Comune", che contesta il fatto che non si sia fatto un censimento degli immobili sfitti. E si è litigato anche sulle previsioni di crescita demografica. Il POC borghigiano in cinque anni ipotizza una crescita di 600 abitanti, la minoranza di sinistra dice che non c’è incremento e quindi non si devono costruire nuove case. Sul consumo di suolo però il sindaco Omoboni ha voluto tirare una stoccata al consigliere e candidato sindaco Romagnoli, ricordandogli le scelte che furono fatte dalla giunta della quale lui faceva parte: "Diciamolo chiaramente -nota il sindaco -, siamo la prima amministrazione che riduce il consumo di suolo, del 70% rispetto al Piano Strutturale del 2006". Le osservazioni accolte sono solo 17, e riguardano soprattutto le classificazioni di edifici già esistenti; e 21 le parzialmente accolte. Tra le modifiche, la cancellazione di una strada di collegamento tra il parco della Misericordia e via Curiel, e la previsione di un nuovo parcheggio in via Marconi. La ragione del mancato accoglimento di molte osservazioni è dovuta al fatto, lo ha spiegato il sindaco, che non erano coerenti con gli strumenti urbanistici sovracomunali, come il Piano Strutturale Intercomunale o il Piano Territoriale della Città Metropolitana di Firenze. E l’amministrazione sottolinea la conferma della riduzione drastica di nuove edificazioni ad uso commerciale e l’incremento della destinazione produttiva.

Paolo Guidotti

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